ROMA. Tutti contro ZEMAN: i tifosi invocano l'esonero per la crisi ed i casi Pjanic e De Rossi

Di Andrea Garroni | 12.11.2012 17:00 CET
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In casa Roma, tra i tifosi e nelle segrete stanze di Trigoria, la parola più gettonata in queste prime dodici giornate è senza dubbio "crisi", che ha defenestrato a suon di calci e risultati negativi rispettivamente "ambizione" e "speranza". Il principale imputato in questo avvio catastrofico è, inevitabilmente, Zdenek Zeman che, con le sue scelte, ha suscitato un notevole clamore nella piazza romana ed ha ufficialmente creato dal nulla i casi legati a Daniele De Rossi e Miralem Pjanic, che nella sconfitta contro la Lazio nell'attesissimo derby della Capitale hanno mostrato evidenti segni di nervosismo e rabbia. Una situazione complicata che, secondo buona parte dei tifosi e degli opinionisti, è figlia soprattutto delle scelte e degli atteggiamenti controversi del tecnico boemo.

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Polveriera - Nonostante la stagione semi-fallimentare sotto il vessillo di Luis Enrique lo spogliatoio giallorosso, ricco di talenti ambiti dalle squadre di mezza Europa, è rimasto relativamente sereno, consapevole che con il lavoro e le qualità della rosa i risultati prima o poi sarebbero arrivati. L'avvento di Zeman, voluto a furor di popolo e sostenuto dalla società - forse per mancanza di alternative? - ha tuttavia sparigliato le carte resettando completamente gli equilibri già precari di uno spogliatoio che nella passata stagione ha in parte deluso le aspettative ma che, nonostante tutto, aveva fatto intravedere a sprazzi qualità decisamente interessanti ed incoraggianti.

Fin dalla campagna acquisti e dal ritiro molte cose sono cambiate: doppio ritiro, un nuovo assetto tattico radicalmente diverso rispetto a quello del tecnico asturiano ma, soprattutto, l'azzeramento di tutte le gerarchie all'interno dello spogliatoio. In questo scenario, però, ci si poteva aspettare tutto meno che due giocatori del calibro di De Rossi e Pjanic potessero finire ai margini del progetto tecnico di Zeman, con il primo che, di fatto, da 'Capitan Futuro' e faro del centrocampo giallorosso si è visto degradare al rango di 'un giocatore forte come gli altri' e con il secondo che da astro nascente del calcio europeo si è visto etichettare come giocatore non adatto al calcio zemaniano.

 

Il caso De Rossi - Ovviamente, a 24 ore di distanza dalla sconfitta subita contro la Lazio, il nome sulla bocca di tutti è quello di Daniele De Rossi, che si è reso protagonista di un gesto difficilmente giustificabile ed apparentemente incomprensibile con il gancio sinistro rifilato a Stefano Mauri in area di rigore. Un colpo che gli è costato il cartellino rosso diretto e che, molto probabilmente, ha messo la parola fine ad una probabile rimonta che, visto lo svolgimento della gara, sarebbe stata quantomeno alla portata della Roma.

Il gesto in se è ovviamente meritevole di condanna, tuttavia quel che fa riflettere è che De Rossi non ha più parlato in pubblico fin dalla sua esclusione con l'Atalanta, dovuta all'accusa da parte di Zeman che lo aveva 'rimproverato' pubblicamente di scarso impegno nel corso degli allenamenti. Come dimostra la manata rifilata a Mauri, De Rossi non è sereno come dovrebbe essere, per via dei risultati e, soprattutto, per via di numerose incomprensioni con il tecnico giallorosso e delle continue voci su una sua possibile cessione. Un nervosismo che, seppur in parte, spiega il silenzio del giocatore e le sue reazioni in campo.

In qualsiasi club europeo (e figuriamoci nel resto del mondo) un giocatore come De Rossi sarebbe intoccabile. Per Zeman però, ad eccezione forse del solo Totti, nessuno ha il posto sicuro e tutti i giocatori sono uguali. Un concetto che, poeticamente parlando, è bellissimo ma che, di fatto, non trova alcun riscontro nella realtà.

 

Il caso Pjanic - Ad alimentare il malcontento in casa giallorossa però negli ultimi giorni si è aggiunto il 'caso' Pjanic, con il bosniaco che ha a più riprese manifestato il proprio malcontento per via del suo ruolo nel progetto di Zeman. Continuamente sostituito nelle poche occasioni in cui è stato schierato titolare e, di fatto, retrocesso all'ultimo posto nella 'graduatoria' delle preferenze del tecnico boemo, Miralem Pjanic dopo il goal siglato ieri nel derby ha lasciato esplodere in un solo colpo tutta la sua rabbia. Tutti i presenti allo stadio, commentatori radio e TV inclusi, non hanno potuto non notare quelli che sembravano degli insulti apparentemente rivolti verso Zeman, al punto che, dubbioso, il tecnico si è rivolto al suo vice Cangelosi chiedendo conferma del fatto che fossero rivolti a lui e, pare, una volta ricevuta la conferma si è stampato un sorriso sornione sul volto.

Nel post partita il giocatore si è inizialmente rifiutato di rilasciare dichiarazioni alla stampa ed in mixed zone, dirigendosi verso il pullman senza esitazione. Proprio li, stando a quanto riportato dai presenti, avrebbe avuto una animata discussione con Catia Augelli, responsabile della comunicazione della società giallorossa, che l'avrebbe sollecitato a chiarire quanto accaduto per evitare di creare un caso.

Pjanic, visibilmente nervoso e contrariato, ha in seguito rilasciato delle dichiarazioni distensive a Roma Channel, asserendo che le offese e la sua rabbia erano rivolte alla situazione generale ed al risultato negativo.

 

I tifosi e la società - Ovviamente nell'etere romano sono subito scoppiate le polemiche e le critiche nei confronti di Zeman, della società e dei calciatori. I principali imputati, ovviamente, sono Zeman e De Rossi, a cui molti tifosi non perdonano l'assenza di risultati e, nel caso del calciatore, un rendimento e degli atteggiamenti ritenuti inaccettabili.

Se da un lato la possibile partenza di De Rossi sembra più probabile di ieri - pare che anche la proprietà americana sia imbufalita per il gesto poco sportivo di De Rossi, che è ad oggi il giocatore più pagato della Roma -,a finire sul banco degli imputati è soprattutto Zeman, che con le sue scelte controverse sta spaccando in due la tifoseria giallorossa che, in estate, era quasi tutta dalla sua parte.

L'inamovibile Tachtsidis, preferito nel ruolo di regista proprio a De Rossi e Pjanic, i continui cambiamenti a centrocampo, le esclusioni illustri ed una difesa ballerina che commette tanti errori ingenui sono solo alcune delle accuse mosse nei confronti del tecnico boemo che, pur non essendo magari il diretto responsabile di questi problemi, agli occhi dei tifosi sta facendo poco per porvi rimedio.

Da qualche settimana Zeman è sulla graticola, nonostante la società, almeno ufficialmente, abbia ribadito la totale fiducia nel tecnico e nelle sue scelte, ma visti i risultati ottenuti fino ad oggi pare plausibile che il club stia quantomeno cominciando a guardarsi intorno per non rimanere senza alternative, anche per via degli umori della piazza che premono sempre più per un esonero.

Di allenatori disponibili ed adatti alla causa giallorossa, però, ce ne sono ben pochi e, per ovvie ragioni, il nome di Delio Rossi che circola da settimane è improponibile, soprattutto per via del famoso bagno nella fontana dopo la vittoria nel derby di qualche anno fa. L'unico tecnico che potrebbe mettere d'accordo i tifosi, i giocatori e la società, riportando in carreggiata i sogni e le ambizioni giallorosse, al momento si sta rilassando a New York e, oltre alle incertezze sul suo possibile ritorno in panchina, non è detto che sia ancora interessato al progetto romanista.

E si, si tratta di quel Pep Guardiola che già in passato ha avuto contatti con Baldini&Co., prima della sua decisione di rimanere ancora a Barcellona per chiudere il proprio ciclo. Un nome affascinante, forse impossibile viste le cifre in ballo, che però ad oggi nella disperazione di una città intera nel post-derby pare l'ultima ancora di salvezza per la Roma del futuro nata due anni fa.

 

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Zdenek Zeman
( Foto : Reuters / )
Zdenek Zeman sotto attacco
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte

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