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Di Giovanni Belelli | 13.11.2012 10:05 CET

Dall’università americana di Stanford arriva una “pelle artificiale” davvero interessante. Realizzata con una particolare plastica, il nuovo materiale è sensibile al tatto ed è in grado di auto-guarirsi quando viene tagliata.

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Il risultato ottenuto si deve in gran parte alla costituzione del materiale utilizzato. Sebbene non sia stato il primo tentativo di creare un prodotto simile, i precedenti risultati riscontravano diverse problematiche. Alcuni erano riusciti a realizzare un materiale auto-riparante, ma solamente ad elevate temperature o in grado di ripararsi solo la prima volta. Di buono avevano che erano degli ottimi conduttori elettrici, ma il problema dell’auto-riparazione sembrava non superabile.

Il risultato ottenuto da Zhenan Bao e dai suoi colleghi invece è un materiale auto-riparante a temperatura ambiente e anche conduttivo. Finora questo connubio non era mai avvenuto. Per arrivare a tale soluzione, i ricercatori sono partiti da una plastica con lunghe catene di molecole unite da legami di idrogeno, i cui legami tra la carica positiva e negativa di un atomo sono relativamente deboli: proprio questi legami consentono al materiale di ripararsi e mantenere la sua struttura chimica.

Ma l’intuizione più grande è stata forse di aggiungere a tale polimero delle particelle di nichel, molto utile per incrementare la resistenza meccanica e la conducibilità elettrica. Sebbene le plastiche siano solitamente isolanti, con questa soluzione è stato possibile ottenere un risultato che soddisfasse sia i termini di auto-riparazione, che appunto di conducibilità.

Testando la nuova “pelle” è emerso che tagliando il materiale, questo è stato in grado di recuperare quasi subito ben il 75% della sua forza e della sua conducibilità. Dopo 30 minuti tornava allo stato originale. Il tutto inoltre può essere ripetuto più volte, senza intaccare la struttura del materiale.

Come si capisce bene, un materiale del genere può avere molteplici ambiti di utilizzo. In primis l’uso medico: grazie alla sua ottima sensibilità può essere molto utile nelle protesi, soprattutto per evidenziare meglio i movimenti dell’arto meccanico.

Un altro utilizzo riguarda tutto il settore dei dispositivi elettronici, come quello degli schermi che si auto-riparano o degli apparecchi difficilmente raggiungibili: soprattutto per questi dispositivi, l’autoriparazione potrebbe quasi sostituirsi alla difficile manutenzione.

[Fonte: PHYS via engadget]

Pelle artificiale
(Foto: L.A.Cicero / )
Sarà sensibile e si riparerà da sola
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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