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Di Valentina Beli | 13.11.2012 09:58 CET

Tu vuò fa l’americano, ma sei membro del Pd Watch Video

C'è chi lo ha definito un confronto all'insegna del fairplay. E chi lo ha definito noioso e basta.

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Ieri i 5 candidati alle primarie del Pd si sono dati battaglia sul campo di Sky, illustrando relativi programmi, iniziative e punti di vista sulle questioni scottanti della politica: occupazione, pressione fiscale, costi della casta e alleanze. Schierati in ordine dietro le proprie postazioni con il tempo cronometrato alle spalle in puro american style. Tabacci, Puppato, Vendola, Bersani e Renzi.

I cinque moschettieri del Partito democratico ieri si sono aperti ad un confronto dai toni moderati -che qualcuno ha già ribattezzato soporiferi- che ha lasciato ben poco spazio a sorprese o colpi di scena. Domande precise e pochi minuti per rispondere. Tanto che chi ama partire da lontano e arrivare solo dopo larghi giri di boa al nocciolo della questione, ha dato risposte evasive, poco centrate e a volte superficiali.

La Puppato ha anche rischiato di restare ferma un giro: il giornalista non si era accorto che non avesse ancora risposto.

La domanda riguardava il rapporto dell'Italia con l'Europa.

Renzi:  "Con la Germania abbiamo sempre un po' di provincialismo. Noi siamo l'Italia, abbiamo il bisogno e il coraggio di raccontare che cosa abbiamo fatto per l'Europa e cosa continueremo a fare. Questo non significa non copiare le cose positive. Io vorrei che l'euro fosse inserito in un ragionamento complessivo, che non posso enunciare se non per sms (il riferimento è al poco tempo, ndr). Vorrei che per mio figlio l'Europa fosse gli Stati Uniti d'Europa con le elezioni dirette del presidente dell'Unione Europea. Vorrei che la banca centrale europea fosse un pochino più centrata sugli interessi delle famiglie e delle imprese. E che l'Europa avesse un' anima".

Vendola: "L' Europa non c'è se non difende il suo walfare. Assistiamo a un modello di lotta contro il debito che mina le fondamenta del nostro paese. Non penso che non bisogna avere rigore ma non deve essere ceco. Non capisco quando si blocca la spesa per gli investimenti: inutile evocare la crescita quando noi siamo interdetti alla possibilità di spendere".

Bersani: "Io direi alla signora markel una cosa molto semplice: non litighiamo. La Germania in questi 10 anni ha preso grazie all'euro la posizione di comando dell'economia reale. Ok, stringiamo di più il controllo reciproco della zona euro ma in cambio di un allentamento della stretta di austerità. Anche la Germania deve capire che siamo tutti su un treno. Lei è su un vagone più agevole ma tutti quanti stiamo andando verso il segno meno. Non c'è bisogno di toccare il patto di stabilità ma di aggiungere al patto di stabilità una serie di politiche".

Tabacci: "L''Europa è la nostra speranza. Un UE più forte serve anche ai cittadini tedeschi, non solo agli italiani. Non possiamo far credere agli italiani come fa Grillo che noi possiamo ritornare alla lira. E' come essere nostalgici di una moneta che si svaluta. Se vogliamo tenere in tasca l'euro dobbiamo tenere comportamenti non dissimili degli altri paesi europei".

Ma, al turno della Puppato, il giornalista dice: "Abbiamo risposto tutti". Dopo la gaffe le ripassa la parola. Puppato:  "A noi interessa il benessere interno lordo e non il prodotto. Abbiano considerato l'Europa come un luogo dove l'Italia veniva puntualmente sanzionata. Noi l'Europa l'abbiamo prima fondata, fortemente voluta e ne siamo anche appassionati".

Tutti d'accordo sull'importanza dell'Europa, sulla riduzione della pressione fiscale e sulla crescita. Gli animi si accendono, o quanto meno riprendono vita, quando si parla di alleanze.

Poi gli idoli dei partecipanti al confronto: Su otto nomi, cinque sono democristiani o religiosi cattolici maestri della mediazione e dell'ecumenismo: Papa Giovanni XXII (Bersani) Alcide De Gasperi e Gianni Marcora (Tabacci), Tina Anselmi (Puppato) e Carlo Maria Martini (Vendola).

 

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Matteo Renzi
(Foto: Reuters / )
Renzi difende la categoria arbitrale
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