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Di carlo iacovini | 13.11.2012 17:36 CET

I numeri della crisi del settore auto in Europa sono pesanti. L'industria nel suo complesso (fabbricanti di automobili, catena di fornitura e aftermarket cui partecipano migliaia di PMI) riveste un'importanza strategica per l'economia europea poiché rappresenta 12 milioni di posti di lavoro diretti e indiretti, il 4% del PIL e un attivo commerciale pari a 90 miliardi di EUR (nel 2011). Questa industria è il maggiore investitore privato nella ricerca e nell'innovazione, settori in cui spende annualmente 30 miliardi di EUR. Purtroppo la crisi attuale porta una contrazione del 6,8% delle vendite di auto private (10,8 per veicoli commerciali) con previsioni ancora peggiori per il 5° anno consecutivo con un volume di vendite poco sopra i 12 milioni di auto. Le stime di crescita partono dal 2014/2015 ma occorreranno altri 4 o 5 anni per tornare ai livelli pre-crisi. E le tanto chiaccherate auto elettriche nel 2011 hanno giusto raggiunto le 11.000 unità anche se in controtendenza cresceranno mediamente del 7% costante.

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Di fronte a questa crisi la politica europea risponde con un piano strategico di sviluppo, presentato dal Vice Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani che ha affermato 'L'Europa produce le migliori automobili al mondo. La Commissione intende che essa mantenga questa posizione di leadership facendo ancora ulteriori progressi in tema di resa ambientale e di sicurezza. Questo Piano per il settore automobilistico è il primo risultato della strategia per una nuova rivoluzione industriale presentata dalla Commissione il 10 ottobre.".

il piano è molto articolato, la Commissione propone una forte spinta innovativa consistente nello snellire le attività di ricerca e innovazione nell'ambito dell'iniziativa europea per i veicolo verdi. Verrà rafforzata la cooperazione con la Banca europea per gli investimenti al fine di finanziare vigorosamente l'innovazione e agevolare l'accesso delle PMI al credito. Un'interfaccia di ricarica standardizzata a livello di UE assicurerà la certezza normativa necessaria per incoraggiare una svolta decisiva nella produzione su grande scala dei veicoli elettrici. Si stimolerà l'innovazione dell'industria automobilistica anche mediante un ampio pacchetto di misure volte a ridurre le emissioni di CO2, di inquinanti e il rumore, a promuovere miglioramenti in tema di sicurezza stradale e a sviluppare sistemi di trasporto intelligenti (ITS) di punta sul piano tecnologico.

Le intenzioni sono lodevoli e il commitment politico è molto alto. Nelle prossime settimane il Vice Presidente Tajani incontrerà personalmente i Sindacati, i Ministri competenti, i vertici delle case automobilistiche e i player di riferimento dell'industria, perchè dalla crisi si esce con un lavoro di squadra.

 

 

 

Il commissario all'Industria UE, Antonio Tajani, durante una conferenza a Brussels
(Foto: Reuters / Thierry Roge)
Il commissario all'Industria UE, Antonio Tajani, durante una conferenza a Brussels
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