BASKET NEWS. POZZECCO diventa coach, JACKSON bacchetta i Lakers

Di Domenico Pezzella | 13.11.2012 20:10 CET
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L'ultima volta che lo si era accostato al basket giocato e non come commentatore con cuffia e microfono, ma in canotta e pantaloncini, i colori erano gli stessi. Colori che ora rivedrà giorno dopo giorno in una palestra in Sicilia e specificamente in quel di Capo d'orlando. Inizia dall'Orlandina Basket il nuovo cammino del Pozz, inizia da dove aveva lasciato, da quel campo e qui tifosi che furono quasi gli ultimi a vederlo piangere, a vederlo commuoversi nel dire addio ad un qualcosa che lo aveva reso grande. La stessa Capo 'D'orlando che ha saputo aspettare, che ha saputo attendere con pazienza e tendergli la mano per un nuovo viaggio assieme.

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Il cambio di rotta - Da quel quindi di maggio del 2008, la ricerca di un qualcosa che gli appagasse quel senso di vuoto che aveva dentro per non poter più correre da una parte all'altra del campo con una palla a spicchi tra le mani, non gli ha mai dato sosta. Prima esperienze anche a livello di minors, poi la tv con Sky, Sportitalia ed anche La7 come commentatore di un qualcosa di cui lui è stato protagonista per anni a livello nazionale e non contando la medaglia d0'argento olimpica del 2004. Nemmeno la collaborazione con l'Olimpia Milano ha sortito l'effetto giusto, ed allora la decisione ra forse nell'aria. Il natio di Trieste non è certo l'unico che nonostante gli sforzi per sentirsi appagato ha dovuto arrivare ancora su una panchina di basket, ancora alle prese con schemi e difese da chiamare. Dell'Agnello, Gentile lo stesso Esposito, ma se vogliamo anche D'Antoni, e tanti tanti altri che per fare una lista non servirebbero pagine intere. Tornare a respirare l'aria del palazzetto, tornare a provare quell'adrenalina del campo, anche se in maniera diversa, era l'unica soluzione è cosi è stato. Al suo fianco ci sarà Furio Steffè, altri triestino e coach nel giro della nazionale Under 20 come assistente in panchina del Ct Pino Sacripanti. Una ventata d'aria fresca per risollevare le sorti di una squadra che nonostante un campionato senza retrocessioni per l'esclusione del Napoli Basket di qualche tempo fa per mancata adempienza delle spettanze dovute, non ne poteva più di restare ferma al palo a quota zero punti e senza nemmeno una vittoria dopo sei giornate. Domani la conferenza stampa di presentazione.

NOWITZKI SCALPITA, JACKSON ALZA LA VOCE - «Per me è stato difficile accettare l'idea di stare fuori sei settimane. Dopo l'intervento pensavo di poter essere pronto in molto meno tempo. Allo stato attuale ne sono trascorse tre e sono ancora in pieno recupero. Ho tanta voglia di tornare, ma sinceramente voglio fare le cose per bene per essere al top» le parole del diplomatico tedesco dei Mavericks. Meno diplomatico, invece, Phil Jackson che è colui che ne è uscito peggio dalla scelta dei Lakers sul nuovo allenatore. Tutti pensavano che Coach Zen sarebbe tornato in pompa magna ed invece. «Sono stati i Lakers a venire da me per un incontro - ha dichiarato ai media il più vincente allenatore della Nba -. Non ho chiesto un colloquio, ma alla prospettiva presentatami da Buss e Kupchak mi sentivo pronto a tornare. Avevamo un accordo verbale a risentirci sulla mia decisione, ma nel cuore della notte tra domenica e lunedì mi hanno avvisato, svegliandomi, che avevano scelto D'Antoni motivando anche la scelta come la migliore in questo momento. Il motivo per cui ho pensato di tornare? I tifosi che invocavano il mio nome».

 SHOW TIME RAPTORS - A dire il vero se il fatturato della notte Nba dei Toronto Raptors fosse arrivato nei 48 minuti regolamentari di una partita Nba, allora di sicuro si sarebbe trattato di un qualcosa di più di uno show time, ma probabilmente del record dei record. Ed invece ai canadesi, impegnati contro gli Utah Jazz, sono stati necessari tre overtime, tre supplementari per metter assieme 133 punti. Sfortunatamente, però, dall'altra parte della barricata i Jazz ne hanno mandato a bersaglio 140. Un continuo bombardamento tra due formazioni che hanno preso alla lettera il dettato di coach Mike D'Antoni di segnare un canestro più degli avversari, dando un assaggio di quelli che probabilmente saranno i Lakers dall'arrivo dell'ex Suns e Knicks nella città degli Angeli. Quando si parla di Toronto, però, si parla anche e soprattutto di Andrea Bargnani. Con un tale punteggio stellare, ci si sarebbe aspettato un fatturato molto più consistente dei 19 che, invece, il Mago ha mandato a bersaglio in 48 minuti di impiego. Diciannove punti con 5/17 dal campo, due soli falli commessi, 8rimbalzi e due perse. Il tutto potrebbe essere giustificato, però, dai 20 punti di Calderon che ha aggiunto anche 17 assist, dai 20 di Kleiza con 7/16 dal campo, ma soprattutto dai 37 di DeRozan che ha giocato la bellezza di 60 minuti. L'ex compagno di squadra di Daniel Hackett è stato anche il miglior marcature visto che Millsap ha chiuso a quota 34, ma si è portato a casa il successo.

Phil Jackson
( Foto : Reuters / )
L'ex head coach dei Lakers
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