• Share
  • OkNotizie
  • +4
  • 0

Di Alessandro Proietti | 15.11.2012 09:02 CET

"Per noi la Spagna ha adottato misure efficaci". La frase che non ci si aspettava è arrivata direttamente da Olli Rehn, il commissario europeo per gli Affari economici e monetari. Le citate "misure" sarebbero, dunque, adeguate a combattere la crisi nella penisola iberica: garantirebbero una discreta stabilità finanziaria e, in aggiunta, rimetterebbero sui giusti binari i conti pubblici.

Seguici su Facebook

Next Step, 2014 - Quanto fatto fino ad ora dal Governo spagnolo non può, ovviamente, aver risolto fino alla radice i problemi strutturali dell'economia. L'ottimismo, seppur in buona fede, di Olli Rehn ha un orizzonte temporale limitato: con quanto fatto fino ad ora, non saranno necessari ulteriori interventi fino alla fine del 2013. Per il 2014, invece, resta tutto da vedere: nel mese di Febbraio sarà possibile fornire ulteriori stime che soppeseranno l'eventuale importanza di nuovi interventi.

Il target - Luis de Guindos, ministro spagnolo dell'economia, sembra felicemente sposare questa visione meno catastrofica, se non addirittura rosea, del prossimo futuro della Spagna. Secondo il ministro, non ci sarà alcuna necessità di rinegoziare con Bruxelles gli obiettivi di riduzione del deficit pubblico al 6.3% del Pil per il 2012 e al 4.5% per il 2013. Le manovre del Governo Rajoy sembrerebbero, perciò, in linea con  gli obiettivi di stabilità.

Le regioni - Se per Rehn le manovre effettuate sono già sufficienti per il 2013, non bisogna sottovalutare l'aspetto legato alle regioni spagnole. Caratterizza tutte le regioni un profondo rosso dei bilanci: messe in ginocchio dalla riscoperta avversione dei mercati nei confronti della Spagna, il crollo dell'economia reale e la bolla immobiliare non hanno di certo migliorato situazioni che già partivano pesantemente compromesse.

"Ci sono ancora rischi per quanto riguarda i disavanzi regionali", afferma Rehn, "Ora attendiamo di conoscere i dettagli delle misure (...) per noi la Spagna ha adottato misure efficaci". In merito, poi, all'eventuale richiesta di aiuti da parte del Governo spagnolo, il commissario europeo non intende sbilanciarsi: "Spetta solo al Governo spagnolo decidere, la Commissione Ue è pronta ad agire".

Il quadro, dunque, sembra prospettare tempi meno bui per la Spagna. Di certo, le parole di Rehn non hanno risolto alcuni problemi strutturali tutt'ora presenti: la disoccupazione è stabilmente sopra il 25%, il consumi calano in misura proporzionale all'aumento delle misure di austerity e il risparmio netto crolla. Se è giusto nutrire speranze ove possibile è altrettanto corretto non sottovalutare i numeri dell'economia spagnola.

Spagna
(Foto: Reuters / )
Protesters carry flags of Italy, Spain, Greece and Portugal as they march through Athens' Syntagma square during an anti-austerity rally 2012-11-14 9:43AM
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • +4
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci