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Di Gianluca Iozzi | 15.11.2012 14:49 CET

Uno dei temi più caldi di questi ultimi tempi è la questione esodati. Cioè dove trovare le risorse per salvaguardarli?  L'ultima proposta in ordine di tempo è la deindicizzazione sulle pensioni "sei volte superiori al minimo". Ovvero tutte quelle comprese nell'intervallo 3.000-3.500 euro.

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Ma evidentemente non a tutti sta a cuore questo tema, in particolare a Giampiero Mughini, che in un articolo su Libero si è scagliato contro questa proposta: "C'è stato un momento - pochi giorni fa - in cui da cittadino di questo nostro doloroso Paese mi sono detto: 'Ma è possibile che vogliano ancora rompermi i coglioni?' Mi riferisco al momento in cui sui giornali è trapelata la notizia che, pur di parare il disastro provocato dall'oceano di esodati di cui non vi eravate accorti al momento di varare la riforma pensionistica, voi - del governo, ndr - avevate messo nel conto di molestare fiscalmente le pensioni che arrivano all'inenarrabile cifra di 3.000 euro lordi mensili e oltre, ossia le pensioni di chi guadagna qualche spicciolo in più di 2.000 euro netti al mese o addirittura magari 3.000 euro netti, e anche qualcosa in più".

Dunque la pensione d'oro di Mughini che ammonta a "6000 euro lordi mensili" non si tocca, poiché l'ha guadagnata con il sudore della fronte, ha pagato tutti i contributi per più di trent'anni "senza mai godere di un qualche 'scivolo' o 'regalo' o sconto qualsiasi. Pagati tutti su uno stipendio che era elevato (non elevatissimo) dato che nel mio mestiere di giornalista in un giornale di punta non ero l'ultimo cretino del bigoncio. Pagati quando lavoravo le domeniche o le festività, i giorni in cui sono tantissimi gli italiani che vanno sulle spiagge ad abbronzarsi. Pagati all'Enpals quando andavo a chiacchierare in tv, e anche se quelli erano contributi che rendevano meno perché si trattava di una pensione supplementare".

E dulcis in fundo "vorrei che non mi rompeste i coglioni, cari amici del governo. A me come ai tanti che stanno alla mia latitudine professionale. Ossia di gente che ha fatto bene per 30 o 40 anni un lavoro limpido su cui ha pagato tutti i balzelli che c'erano da pagare, e che dal quel lavoro ha ricavato un reddito procrastinato che si chiama pensione. Chiaro o no?".

La Camera taglia 150 milioni di euro: si poteva fare di più?
(Foto: Reuters / Tony Gentile)
Un'immagine della Camera dei deputati
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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