Galeotto fu il sito e chi lo registrò. Tutto nasce per un problema di diritti sul dominio per il sito internet www.antoniodipietro.org. Ma la vicenda, dal web sbarcò in tribunale. E adesso porta ancora degli strascichi.
Reuters
L'asse Grillo-Di Pietro non convince
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Casa Idv sta crollando come fosse un castello di carte. Prima Maruccio, ora Silvana Mura. Donna di peso all'interno del partito nonché uno dei punti di forza di Di Pietro, è adesso indagata per falsa testimonianza con l'accusa di non aver detto la verità in merito alla registrazione del sito di Antonio Di Pietro, faceno intascare a quest'ultimo la bellezza di 500mila euro di risarcimento.
La storia la racconta uno dei protagonisti della vicenda, ovvero il giornalista, blogger nonché editore Maurizio Bardi, colui che sborsò la cifra da capogiro sopra citata.
Il dominio www.antoniodipietro.org nacque nel marzo 2000. "Lo registrai - racconta Bardi - perché volevo fare una banca dati sulla corruzione, Di Pietro era il simbolo di Mani Pulite ma io non lo conoscevo ancora di persona, lo conobbi pochi mesi dopo e iniziammo a collaborare".
Successivamente, sempre nel 2002, venne registrato l'altro sito: www.antoniodipietro.it, sempre da Bardi "ma - puntualizza il giornalista- a nome di Di Pietro. Ci sentivamo quasi tutti i giorni".
Poi lo strappo. Scrive il Corriere: "I siti .org e .it avevano gli stessi contenuti. Poi la rottura. Nel luglio 2002 lo fecero fuori, secondo Bardi perché erano arrivati i rimborsi elettorali. L'editore toscano lasciò sei mesi al partito per spostare i contenuti su antoniodipietro.it, poi nel febbraio 2003 si riprese il sito .org cambiando il Dns, il server che traduce l'ip numerico in indirizzo testuale".
Ma le dichiarazioni di Silvana Mura raccontarono tutta un'altra storia. Di qui la condanna di Bardi a pagare il risarcimento. Bardi ha dunque esposto denuncia, affermando che la Mura dichiarò il falso quando disse che: "a seguito del cambio di Dns operato unilateralmente dal dottor Bardi, sia il sito che le caselle di posta ad esso collegate non erano più accessibili e funzionanti. L'on. Di Pietro dovette provvedere alla registrazione del dominio www.antoniodipietro.it e www.italiadeivalori.it con ulteriori costi per la loro creazione e attivazione".
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