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Di David Pascucci | 16.11.2012 09:21 CET

Ci ritroviamo con il consueto appuntamento con Gianvito D'Angelo , trader e formatore con esperienza decennale. Durante un suo coaching operativo viene alla luce una discrepanza enorme su mercati strutturalmente differenti per forza relativa e per volumi.

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Quindi, parliamo con Gianvito di Eurostoxx e S&P500, i principali indici azionari di Europa e Usa.

D.P.: Gianvito, cosa sta succedendo tra Europa e Usa?

G.D.: Si può notare a livello grafico una discrepanza opposta a quella che è stata persistente per anni. Osservando dei grafici di lungo periodo potremmo vedere che il Nasdaq sta ai massimi da 12 anni mentre l'Eurostoxx è di fatto sui minimi. Ci aspettavamo quindi che questo rapporto di forze a favore dei mercati Usa continuasse, invece osserviamo che la situazione si sta invertendo.

D.P.: Gianvito puoi spiegare meglio questa discrepanza?

G.D.: Osservando i grafici daily di S&P500 e Eurostoxx50, è possibile vedere meglio questa differenza. Se prendiamo in considerazione i minimi da inizio giugno, sull'S&P500 abbiamo un rialzo di circa il 17% mentre sull' Eurostoxx abbiamo un rialzo di circa il 30%, cosa che non si verificava da anni. Allo stesso tempo, dai massimi di metà settembre, l'S&P500 ha perso oltre il 50% del valore del range che comprende i minimi prima enunciati (al momento in cui scriviamo) mentre lo Stoxx ha perso circa il 25%.

D.P.: Se dovessi applicare un principio dell'economia reale, dovrei pensare che l'eurostoxx debba scendere più dell'S&P a causa della sua forza a salire?

G.D.: No. Se osserviamo i grafici c'è il contrario. L' Eurostoxx manifesta più forza a salire e nel contempo fatica a scendere, l'esatto opposto succede nei mercati Usa il che conferma il principio della forza relativa.

D.P.: Probabilmente gli investitori si stanno chiedendo se la presidenza Usa può affrontare con una certa facilità il problema, mediaticamente sottovalutato, del Fiscal Cliff. Questo evento potrebbe mettere in pericolo l'economia Usa già aiutata dai vari QE e di conseguenza minare l'integrità dei mercati di oltreoceano. Questa probabilità si può associare a ciò che sta succedendo sui mercati Usa.

D.P.: Cosa ci consigli per l'operatività delle prossime settimane?

G.D.: In un mercato complesso come questo cercheremo segnali short sul mercato che è più sensibile alle discese (quello Usa) mentre cercheremo segnali long solo su quelli europei, più sensibili alle salite. Sapere esattemente cosa non fare, rappresenta tuttavia per un trader il più grande vantaggio

Sono le 17:30, la sessione di coaching sta terminando e Gianvito saluta tutti partecipanti. Gli faccio un'ultima domanda.

D.P.: Ma durante queste sessioni fai anche operatività reale? 

G.D.: Faccio anche sessioni in coaching dove opero in real, ma preferisco sessioni come questa dove faccio vedere esattamente come ragiono per costruire una strategia. Sapere sempre cosa fare, su quali livelli di prezzo e vedere che il mercato rispecchia quell'andamento, in effetti, è una sensazione impagabile che va molto al di là dei soldi che si possono guadagnare.  

 

 

© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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