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Di Gianluca Iozzi | 16.11.2012 14:00 CET


Giovanni Favia torna a stuzzicare Beppe Grillo: dopo il fuori onda di Piazza Pulita nel quale ha messo in evidenza la mancanza di democrazia all'interno del Movimento, il consigliere regionale emiliano torna all'attacco, questa volta facendo riferimento ad un video del 2 maggio 2011: "Ascoltate bene questo discorso di Beppe Grillo sia sulla gestione dell'extra stipendio sia sulla verifica semestrale.

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"Non era molto tempo fa - continua Favia - prese molto bene l'idea della semestrale, valutandola per quello che è: un bellissimo momento di democrazia partecipata, dove i consiglieri si fanno periodicamente giudicare dai cittadini. Rivoluzionario. Noi diciamo che i cittadini devono attivarsi, che non possono fermarsi a mettere una croce ogni cinque anni". "Lo spirito è questo - conclude il consigliere - e chi partecipa decide, siano 10, 100 o 100000".

Ma che cosa affermava nel video Beppe Grillo? In sintesi riferendosi ai candidati del Movimento nei consigli regionali, disse: "Se fai la proposta di dire 'signori, ogni sei mesi o un anno ci presentiamo davanti a voi cittadini, ci diamo un appuntamento, venite, siete voi che giudicate se abbiamo fatto bene il lavoro, se possiamo rimanere, o dobbiamo andare a casa', e se saranno i cittadini a deciderlo ogni sei mesi è chiaro che sono proposte che sconvolgono tutti gli altri -i politici, ndr- ".

Dunque "dobbiamo proteggere Favia e De Franceschi in Emilia Romagna perché con questa proposta qui: essere confermati o no dai cittadini si attireranno le ire di chiunque".

Sembrerebbe che Favia, ricordando questo precedente voglia perseguire un duplice obiettivo: mostrare il cambiamento del popolare comico genovese in qualità di leader del Movimento in poco più di un anno, ovvero mostrare come adesso ci sia una certa gestione verticistica del progetto, con il leader che dice chi deve andare a casa e chi deve rimanere.

Ma anche difendere la collega Federica Salsi, consigliera comunale in Emilia Romagna, incenerita dallo stesso comico genovese poiché si era permessa di andare a Ballarò a discutere del trionfo del Movimento alle elezioni siciliane, andando contro le indicazioni del padre fondatore. E dal quel momento in poi, molti suoi colleghi hanno iniziato a fargli terra bruciata.

Ma la Salsi, anche se per un breve lasso di tempo, ha avuto di che gioire poiché ieri in consiglio comunale ha ricevuto applausi e consensi, dunque fiducia riconfermata.

Beppe Grillo invece non la pensa così, poiché a stretto giro sul suo blog ha replicato con un post, affermando che la fiducia agli attivisti del M5S non si misura "con l'applausometro o con il voto per alzata di mano di poche decine di persone la cui l'iscrizione al M5S non viene certificata formalmente. I ragazzi del M5S da sempre si riuniscono per discutere con i loro portavoce, ma la fiducia va gestita in modo formale. Non siamo all'asilo Mariuccia, cari pennivendoli".

 

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Grillo: La fiducia non si esprime con l'applausometro 

Giovanni Favia
(Foto: Flickr / Giovanni Favia)
Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Favia
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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