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Di Gianluca Iozzi | 16.11.2012 15:34 CET

Evidentemente in Italia non esiste più il diritto di manifestare, poiché se ogni qual volta si scende in piazza per protestare si è malmenati dalle forze dell'ordine senza aver fatto alcunché. Come è successo mercoledì a Roma nell'ambito della manifestazione europea contro le politiche di austerity.

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Ma ancor più grave è il fatto che vengono lanciati lacrimogeni dalla sede del ministero dell'Interno sugli studenti in fuga dopo la carica della polizia. Su questo fatto, testimoniato da un video di Repubblica.it, il titolare della Giustizia Paola Severino ha annunciato che aprirà un'indagine interna: "Mi sembra doveroso dare atto al ministero dell'impegno che sta mettendo in relazione al filmato. Io l'ho visto stamattina presto e ho dato incarico al capo di gabinetto di avviare subito l'indagine per verificare l'andamento dei fatti.

Le ipotesi sono molteplici, io ho solo invitato a svolgerle nella maniera più rigorosa. Si tratta - ha continuato - di accertare le modalità con cui si è svolto e individuarne gli autori. Data la grandezza dell'edificio e le ipotesi in campo, non sarà una indagine che si concluderà ad horas, ma sarà appagante per quanto riguarda la ricostruzione dei fatti". Intanto il ministero ci ha tenuto a precisare che "dai primi accertamenti, è stato verificato che lacrimogeni a strappo, come quelli che sembrerebbero essere stati lanciati dal Ministero non sono in dotazione al reparto di polizia penitenziaria di via Arenula. Le verifiche proseguiranno con il massimo impegno, con il dovuto rigore e con la massima tempestività".

Conclusione condivisa anche dal Questore di Roma Fulvio Della Rocca: "I lacrimogeni dal ministero sono stati lanciati da agenti di polizia: sono stati sparati a 'parabola' non diretti sui manifestanti. La traiettoria è stata deviata perché hanno urtato sull'edificio". Ma verificherà personalmente "se ci sono state responsabilità. Ma credo non ce ne siano state. In piazza c'erano molti ragazzini e abbiamo cercato di garantire la sicurezza".

Intanto ci tiene a dire la sua sull'uso eccessivo della forza da parte della polizia: "Se ad un certo punto veniamo aggrediti militarmente è chiaro che dobbiamo reagire, perché siamo qui anche per questo: per tutelare la legge, questo è il nostro compito". E proprio su questo punto vuole vederci chiaro la Procura di Roma, che analizzerà foto e filmati per appurare se ci sia stato un eccesso da parte delle forze dell'ordine durante lo svolgimento dei compiti assegnati.

Ben diversa è stata la reazione del titolare dell'Interno Anna Maria Cancellieri, che riferendosi alle immagini che mostrano un poliziotto che picchia uno studente inerme, ha tuonato: "La violenza su un inerme è intollerabile e ingiustificabile. Questo poliziotto -promette la Cancellieri- sarà identificato subito. Sono io ora a volere sapere chi è. Faremo le dovute valutazioni e trarremo le conseguenze disciplinari. Lo stesso varrà qualora altre immagini dovessero documentare comportamenti simili. Su questo punto non ci sono né se né ma. Il monopolio della forza è democratico se la forza è esercitata nel rispetto della legalità. Altrimenti diventa un'altra cosa".

Severino e Cancellieri
(Foto: Reuters / STRINGER Italy)
I ministri Severino e Cancellieri al Quirinale, 16 novembre 2011.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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