GIOVANI in SERIE A e NAZIONALE: scommessa o rivoluzione?

Di Francesco Saverio Damiano | 16.11.2012 18:01 CET
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INVESTIMENTO FUTURO? Tanti sono i fattori, collegati tra loro in modi più o meno evidenti, che concorrono a determinare la situazione attuale del calcio italiano, che sicuramente non si può definire stabile forte e vincente come quella spagnola, ma che, secondo molti, ha un margine di successo proprio in vista dell'investimento futuro che le società stanno facendo puntando più che in passato sui giovani talenti.

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NAZIONALE SIMBOLICA. Emblematica è la situazione della nazionale: da tempo Prandelli profetizza di puntare sui giovani, e ad essere un po' maligni, si può pensare che è l'unica cosa che possa dire, visto che stiamo assistendo al tramonto definitivo di una generazione di campioni, e che lui, nel ruolo che ricopre, deve poter contare su ricambi all'altezza, altrimenti la faccia, in caso di sconfitta, ce la mette lui.

DUBBI E INCERTEZZE DOPO GLI SCANDALI. Ma analizzando un po' quello che è successo al calcio italiano moderno, ricordando che è successo più o meno di recente, troviamo innanzitutto due grandi scandali: calciopoli ed il caso scommesse. Entrambi hanno tirato fuori, paradossalmente, il meglio che si poteva da chi indossava la maglia azzurra in quel momento. Ma dopo? Dubbi e incertezze. Da dimenticare il post-2006: sembrava che la nazionale, dopo aver vinto il Mondiale, non si riprendesse più dallo stato catatonico in cui era finita. Poi è arrivato Prandelli e, tra dubbi e polemiche, ci ha regalato un magnifico secondo posto agli Europei. Ok, tutti felici, ma adesso? Adesso è il momento dei giovani, appunto: dubbi e incertezze.

COMPITO DI RESPONSABILITA'. Se la nazionale è lo specchio del calcio italiano, dopo la sconfitta con la Francia, la domanda sui giovani resta: saranno, anzi sono Balotelli, El Shaarawy, Verratti, Florenzi all'altezza dei loro predecessori? Forse nemmeno il ct lo sa visto che prima della partita aveva dichiarato: "Se non li proviamo ora questi ragazzi, quando lo facciamo, per capire se hanno la personalità giusta per l'Italia?"

L'UTOPIA REALIZZATA (GRAZIE ALLA CRISI). Fatto sta che le società hanno dato retta al ct ed hanno ceduto tutte le vecchie glorie e i "top player" (vedi Milan) ed hanno schierato in campo tanti di quei giovani che non ne avevamo visti mai tutti insieme in tal modo. C'è da dire, comunque, che è anche la crisi economica a dettare queste scelte, visto che campioncini come Verratti e Balotelli sono già emigrati (anche se quest'ultimo potrebbe tornare presto).

Vediamo nel dettaglio allora come hanno utilizzato le giovani promesse le squadre di serie A:

Juventus - Ha impressionato molti il comportamento in campo del francese classe 1993 Paul Pogba, anche se Conte e Deschamps pensano che non sia ancora pronto del tutto per le grandi occasioni e l'episodio dei ritardi all'allenamento fanno pensare che forse non hanno tutti i torti, ma  il talento c'è e si vede.

Inter - Già Stramaccioni è l'icona dei "giovani al potere", in quanto è molto più "ragazzino" di tanti calciatori che allena. Ma i risultati per ora danno ragione a Moratti che punta fiducioso su di lui: il carattere ce l'ha, è sicuro, e tiene testa ai mostri sacri ed ai giornalisti che lo stuzzicano in continuazione. Per quanto riguarda i giocatori la sorpresa positiva più impressionante è il centrale Juan Jesus, che sembra già aver acquisito l'esperienza di centrali del calibro di Thiago Silva (con cui ha giocato alle Olimpiadi). Buone le prestazioni in Europa League di Coutinho e Livaja.

Napoli -Lorenzo Insigne era destinato ad essere la promessa dell'anno, ma ancora deve far vedere a pieno le sue potenzialità: siamo ancora in attesa.

Fiorentina - Il gioco di Montella ha stupito e incantato tutta Italia ed ha anche fatto rinsavire (forse piu degli schiaffoni di Delio Rossi) Ljajic. Nessuno in tutta la nazione riesce a criticare il suo operato.

Lazio -  La Lazio è una delle squadre meno giovani (tant'è vero che il suo punto di riferimento è Klose), ma Petkovic  ha fatto entrare in campo il nigeriano Onazi che non ha fatto male.

Atalanta - La scommessa di Colantuono si chiama Giuseppe De Luca: è cresciuto nelle giovanili del Varese dove ha fatto vedere di cosa è capace, a fianco di Denis può divertire e divertirsi sicuramente.

Roma - Zeman discusso o amato, rappresenta da sempre il tipo di calcio che punta sui volti nuovi e molti di questi nella Roma stanno facendo molto bene, come Lamela (un vero talento scoperto), Marquinhos, Nico Lopez e Alessio Romagnoli. Un po' più ambigue le prestazioni di Tachtsidis e Destro. E poi c'è il caso Florenzi, dall'anonimato più totale alla nazionale in pochi mesi.

Catania - La squadra erede del bel gioco di Montella quest'anno ha proposto Souleymane Doukara, attaccante francese che ha esordito a Firenze ed è stato confermato titolare contro il Cagliari.

Parma - Due promesse hanno già fatto parlare di loro nel team di Donadoni: Acquah e Belfodil, l'algerino in particolare, sembra davvero intenzionato a soffiare il posto ad Amauri. 

Udinese - La squadra friulana ci abitua ogni anno a giovani sorprese che con la maglia bianconera diventano plus-valore allo stato puro. Quest'anno è la voltadi Faraoni, Pereyra e Muriel.

Cagliari - Ibarbo l'abbiamo già apprezzato l'anno scorso e non vediamo l'ora di vederlo esplodere in tutta la sua forza e tecnica, speriamo che sia l'anno giusto per lui.

Torino - Ventura ha buttato nella mischia il giovane Alen Stevanovic, che ha già segnato una rete, e le sue dieci presenze  dimostrano quanto il tecnico faccia affidamento su di lui.

Milan - Nel pieno della crisi rossonera è nata quella che è la stella più brillante del firmamento calcistico italiano under 23: Stephan El Shaarawy. Il Faraone è tecnicamente eccelso, velocissimo, e, soprattutto prende per mano la squadra nei momenti difficili quasi fosse un nuovo Ibra. L'addio dei veterani ha messo in luce i difetti di tutti tranne i suoi. Primo gol per lui in nazionale maggiore contro la Francia a Parma. L'altro nome rossonero che sta facendo bene (ma assolutamente non ai livelli del Faraone) è l'esterno Mattia De Sciglio, che ormai è titolare della squadra di Allegri.

Palermo - Miccoli non da più le stesse garanzie che in passato, me il suo sostituto Paulo Dybala ha dimostrato di essere un ottimo calciatore, segnando una doppietta prima ancora di compiere 19 anni.

Chievo - Buone le prestazioni di Adrian Stoian, cresciuto nelle giovanili della Roma.

Pescara - Anche se dalla Juventus ne ha presi 6 nel giorno del suo compleanno è da apprezzare Stroppa che schiera un portiere giovane come Mattia Perin, classe '92. 9 presenze per l'attaccante Ante Vukusic ma ancora non è andato a segno.

Sampdoria - Ciro Ferrara sta attraversando un periodo difficile, ma ai giovani non rinuncia: Pedro Obiang, Roberto Soriano e Mauro Icardi sono i nomi blucerchiati da segnalare.

Genoa - Ciro Immobile, classe 1990,  è già inamovibile come titolare d'attacco (complice anche lo stop di Borriello), mentre altri talenti crescono tra i rossoblu, Sampirisi e Merkel, quest'ultimo anche rimpianto dai rossoneri che a centrocampo soffrono parecchio.

Bologna - Un centrocampista ed un attaccante sono ormai titolari: Taider e Gabbiadini, un gol per il francese.

Siena - E' approdato alla corte di Cosmi Valerio Verre, che esordì la scorsa stagione nella Roma di Luis Enrique per sostituire nientemeno che capitan Totti.

Un ultimo appunto però serve per non montarci troppo la testa: anche se la Serie A sta proponendo più giovani rispetto al passato è ancora ultima tra i cinque tornei più importanti d'Europa (Inghilterra, Spagna, Germania e Francia) per minutaggio concesso in prima squadra agli elementi del proprio vivaio, il 6,4% dei minuti contro il 24,5% della Liga (da segnalare la percentuale dell'Athletic Bilbao: 65,9% e solo giocatori baschi). Questo secondo una statistica dell'Osservatorio europeo sui calciatori professionisti, in collaborazione con Opta Pro, che considera solo quei calciatori che hanno giocato nel settore Primavera almeno per tre stagioni. In serie A ben 11 squadre non hanno schierato calciatori con questi criteri: Bologna, ChievoFiorentina, GenoaInter, LazioPalermo, ParmaSiena, TorinoUdinese.

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( Foto : Reuters / )
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