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Di Redazione IBTimes | 16.11.2012 21:30 CET

L’incubo è iniziato mercoledì 14 novembre con diversi attacchi militari da parte di Israele che ha lanciato su Gaza l’operazione “Pillar of Defence”, con droni, elicotteri apache, caccia F16 e navi militari. I primi attacchi israeliani hanno portato all’omicidio di Ahmed Al Jabari, comandante in capo dell’ala militare di Hamas, nonché negoziatore della tregua con Israele, oltre che di diversi civili, tra cui bambini.

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Al Jabari è stato ucciso mentre si trovava nella sua auto, bombardata davanti ai passanti attoniti nell’area di Thalatin a Est di Gaza City. La sua guardia del corpo, Muhammad Al Hams, è morta successivamente in ospedale. Poco dopo, altre zone delle Striscia di Gaza sono state duramente colpite da ripetuti attacchi aerei. Si tratta prevalentemente di zone abitate, a Khan Younis, Tel Al Hawa, Sheikh Zayed Square e At Twan nel nord di Gaza, Al Sabra a Gaza City, Rafah, Beit Lahia, Khuza’a, al Bureij. L’attacco è avvenuto anche via mare, precisamente dal tratto di mare di Gaza, da dove le navi da guerra israeliane hanno sparato verso l’interno con l’obiettivo di colpire la base navale di Hamas. Una precisa individuazione dei luoghi colpiti si trova nei report di alcuni cooperanti e volontari internazionali che vivono a Gaza, come : Two more fatalities in Sheikh Zayed Square, North Gaza ; il blog di Oliva ; A second glance .

I medici ed i volontari internazionali che si trovano in questo momento nella Striscia riportano che gli ospedali sono al limite delle loro forze. I feriti arrivano numerosi ad ogni attacco e i materiali scarseggiano a causa del prolungato embargo che ha impedito di far arrivare all’interno di Gaza anche i medicinali. Il numero dei feriti e delle vittime è destinato ad aumentare se si considera che i confini della Striscia di Gaza sono controllati militarmente da Israele e i civili non possono scappare e provare a rifugiarsi in zone sicure.

Sembra tuttavia che l’intensità dell’attacco non sia destinata a diminuire. Infatti, il Primo Ministro israeliano ha dichiarato che è pronto ad espandere l’operazione e si teme ad ore un’invasione di Gaza via terra. I segnali in tal senso sono diversi: il Ministro della Difesa di Israele, Ehud Barak, ha richiamato i riservisti, l’esercito israeliano ha lanciato volantini nel nord della Striscia di Gaza annunciando l’imminente attacco e, come riporta Nena News nella sua diretta da Gaza , Israele oggi ha inviato sms alla popolazione di Gaza per avvertirla dell’avvio della seconda fase di “Pillar of Defence”.

La ricerca delle ragioni di questa escalation rischia di dare pochi frutti se le si ricercano, come in parte mostrano di fare alcuni organi di informazione, nel lancio di razzi da parte di Hamas verso Israele. Infatti, oltre all’evidente sproporzione tra le due parti in causa, va segnalato che l’omicidio di al Jabari è stato precedente alla risposta di Hamas e che la vittima era l’interlocutore con cui negoziare. Il fatto che sia stato ucciso indicherebbe l'intenzione di israele di interrompere i negoziati. Anzi, l’attivista Rosa Schiano riporta che l’escalation contro Gaza è avvenuta in realtà ancora prima, a partire dall’8 novembre. Del resto, Israele non ha mai espresso la volontà di ritirarsi dai Territori palestinesi della Cisgiordania, che occupa sia militarmente che attraverso l’edificazione costante e ininterrotta di colonie sempre più densamente abitate da “coloni” israeliani. Israele non ha definito i propri confini, a 64 anni dalla propria fondazione. Bastano forse queste premesse per spiegare come l’obiettivo di questi attacchi sia più articolato e a lungo termine. Mentre si osservano le interdipendenze e le connessioni con quanto accade in Siria e con la posizione dell’Iran, non si può nemmeno far a meno di osservare che le elezioni per il rinnovo del Parlamento israeliano, la Knesset, sono alle porte. Certamente non saranno il motore principale dell’attacco, ma è innegabile che aiutano la destra oggi al potere a mostrare quanto solidi siano i suoi muscoli.

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Morire bambini a Gaza

Bombardamenti a Gaza
(Foto: Public Domain / Scott Bobb)
Fumo nella città di Gaza a seguito dei bombardamenti israeliano
Gaza Strip Map
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