Il Festival del Cinema di Roma è stato il palcoscenico per una nuova, spettacolare, iniziativa di Greenpeace.
Reuters
Greenpeace nella lotta contro l'eccessiva produzione di Co2.
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Nella serata di mercoledì 14 novembre l'associazione ambientalista, infatti, ha proiettato sulla cupola centrale dell'Auditorium di Renzo Piano il cortometraggio "Uno al giorno", il video con il quale Greenpeace ha deciso di denunciare le conseguenze del carbone sporco di Enel.
Una nuova pagina nella lunga diatriba che sta vedendo contrapposte Greenpeace e Enel. Solo pochi giorni fa, in risposta alla pubblicazione del corto girato da Mimmo di Calopresti, l'ente nazionale per l'energia elettrica ha inviato una lettera all'associazione minacciando azioni legali qualora non fosse stata interrotta "la campagna gravemente lesiva nei confronti di Enel".
Greenpeace, dal canto suo, non ha arretrato di un passo, anzi ha subito rilanciato definendo la missiva di Enel un tentativo di censurare la propria attività di informazione. Forte della sentenza in suo favore emessa dal Tribunale di Roma, l'associazione ambientalista ha ribadito i risultati emersi dal rapporto SOMO secondo il quale la produzione a carbone di Enel in Italia causa una morte prematura al giorno e provoca danni ambientali, sanitari ed economici per quasi due miliardi di euro all'anno, dati ancora peggiori in Europa dove le morti premature raggiungono i 1.100 casi l'anno mentre i danni ad ambiente ed economia ammontano a 4,3 miliardi di euro.
"Sono anni che tentiamo di aprire un confronto con Enel sulle sue politiche industriali e in particolare sull'uso che l'azienda fa del carbone- spiega Greenpeace sul suo sito- Da Enel abbiamo ricevuto ben poche risposte mai pertinenti alle nostre domande, e tante carte bollate dai loro legali. Enel è un'azienda controllata anche dal nostro Governo, non può continuare a dimostrarsi sorda alle nostre accuse: parliamo della salute dei cittadini e di danni economici ingenti per il Paese".








