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Di Agenzia Nova | 17.11.2012 10:31 CET

Le speranze sono svanite domenica scorsa, al termine del vertice dei paesi dell'Ecowas di Abuja, in Nigeria, che, secondo alcuni osservatori, ha rappresentato il "colpo di grazia" per la politica estera algerina nel Sahel.

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Il quotidiano di Algeri "el Khabar" ha commentato duramente e con toni critici la decisione dei paesi dell'Africa occidentale di intervenire militarmente nell'Azawad, dove si trovano le basi di al Qaeda nel Maghreb islamico. "I risultati di quel vertice vanno contro gli interessi dell'Algeria - si legge sul quotidiano. - E' stato dato il colpo di grazia ai rapporti tra i paesi confinanti col Mali e il resto dei paesi africani, così come è stato deciso di porre fine a qualsiasi sforzo di portare avanti un dialogo tra il governo transitorio di Bamako e i gruppi armati considerati non terroristi". Algeri, infatti, è impegnata da diverse settimane nel dialogo con il gruppo islamico tuareg Ansar Eddine per evitare l'opzione militare nel nord del Mali.

Sempre l’editoriale del quotidiano algerino denuncia il fatto che “quanto deciso al vertice di Abuja dai vertici militari dei paesi della regione, il cui coordinamento è iniziato nel 2010 proprio a Temanrasset in Algeria, ha mostrato il fallimento della politica estera algerina che ha tentato di impedire l’esecuzione del piano originario, quello di lanciare un’offensiva militare contro le basi dei gruppi islamici”. Il quotidiano "el Khabar" ricorda che la stessa Algeria è stata in passato “la prima ad aver proposto l’alleanza dei paesi del Sahel per la lotta al terrorismo, con incontri che si sono tenuti negli ultimi anni ad Algeri e Bamako”.

Sul quotidiano algerino si legge anche che “la Francia ha consegnato il dossier del Mali al consiglio di sicurezza dell’Onu e ha esercitato forti pressioni diplomatiche per arrivare all’opzione militare. I francesi hanno indebolito la presenza algerina nella regione e hanno limitato il suo ruolo all’interno dell’Unione africana, togliendole la responsabilità della questione dell’Azawad e affidandola nelle mani dell’Ecowas, i 15 paesi ex colonie della Francia che sono ancora molto legati a Parigi, ad eccezione della Nigeria”.

Secondo "el Khabar" quindi “la Francia, col sostegno degli Stati Uniti, ha usato l’Ecowas per arrivare all’invasione militare del nord del Mali”. In poco tempo la Francia “è diventata l’attore principale nella regione, rendendo l’Algeria incapace di svolgere qualsiasi attività dopo averla resa semplice spettatrice di quanto stava accadendo l’anno scorso nella vicina Libia”. “El Khabar” accusa inoltre Parigi di aver “sottratto il dossier Mali all’Algeria per affidarlo formalmente nelle mani di Mauritania e Niger, i due paesi confinanti col Mali i quali, dopo aver avuto posizioni contrarie alla guerra, alla fine si sono detti favorevoli. Questi due paesi sono quindi passati in breve tempo dal campo dell’Algeria a quello di chi sostiene l’intervento militare”.

Sarebbe a questo punto, secondo l’analisi del quotidiano, che entrano in gioco i ribelli islamici Tuareg di Ansar Eddine e la loro richiesta di trattativa avanzata alle autorità di Algeri. “Quando l’Algeria ha visto che due paesi importanti in questa faccenda, come la Mauritania e il Niger stavano passando dal suo campo a quello della Francia, ha deciso di giocarsi la carta di Ansar Eddine, nel tentativo di trovare una soluzione politica della crisi nell’Azawad. Il suo piano è quello di dividere i gruppi terroristici. Anche in questo campo, però, non può scalzare gli interessi francesi che hanno inserito il gruppo di Iyad Ghali tra i terroristi. Quest’ultimo infatti ha inferto l’altro ieri un duro colpo ai mediatori algerini quando ha detto al sito mauritano ‘Sahara Media’ che i rapporti con al Qaeda nel Maghreb islamico e con il Mujao sono rapporti tra musulmani alleati”.

Anche secondo il giornale francofono "le Matin.dz", l'Algeria è sempre più isolata nella regione dopo la decisione di intervenire militarmente nell'Azawad. Per il sito francofono, però, "è andata male anche la trattativa con i Tuareg islamici, perché per mesi le autorità di Algeri hanno tentato di separarli da al Qaeda nel Maghreb islamico, ma il loro leader, Iyad Agh Ghaly, è stato irremovibile, facendo capire alla fine di avere comunque delle affinità con al Qaeda". A suo giudizio invece “il Mali sembra aver vinto la partita diplomatica riuscendo a conquistare l’Ecowas e la comunità internazionale. A spese dei Tuareg del posto. Per paradossale che possa sembrare, la popolazione che vive in questa regione era lontana dal tavolo dei negoziati. L’Ecowas si è degnato di ascoltare solo i ribelli laici dell’Mlna (Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad, ndr)”.

Il quotidiano “le Matin.dz” accusa la Francia di “aver orchestrato questo piano militarista in fretta per conservare il dominio sui giacimenti di uranio e di altre materie prime di cui abbonda la regione. Peccato che l’Algeria non sia stata lungimirante. Dopo la rivoluzione tunisina abbiamo visto tutti i limiti della diplomazia di Algeri che non è stata in grado di capire in anticipo cosa stava accadendo nella regione riuscendo a non fare nulla nemmeno in Libia”. Dopo il deterioramento dei rapporti diplomatici con Tunisia e Libia, Algeri viene accusata di non aver saputo gestire nemmeno la questione dell’Azawad.

Il quotidiano francofono scrive che “il fallimento diplomatico inizia con quello militare nel nord del Mali, perché l'Algeria due anni fa era al centro del Comitato per la sicurezza regionale creato nel 2010 con Mauritania, Niger e Mali. Eppure alla fine, nonostante tutte le dichiarazioni tranquillizzanti, le forze di questi paesi non saranno sul terreno nell'imminente invasione militare del Mali. Bisogna poi chiedersi perché questo meccanismo militare si è dimostrato incapace di proteggere un suo membro come il Mali?”.

Si rimprovera ad Algeri anche l’unica decisione presa in questi giorni: quella di chiudere le frontiere con il Mali in caso di guerra. Facendo riferimento alle dichiarazioni del presidente dell’Ecowas, Kadre Désiré Ouedraogo, il quale ha affermato di avere avuto assicurazioni da Algeri che avrebbe chiuso i confini durante la missione militare nell'Azawad, “le Matin.dz” denuncia: “Ormai questa è l’unica risposta che Algeri sa dare. Prima ha chiuso le frontiere col Marocco, poi quelle con la Libia dopo la caduta di Muammar Gheddafi e ora si arriva il Mali. In questo modo il paese diventa impermeabile, come un presidente rinchiuso nel suo palazzo che non lascia entrare o uscire nessuno”.

A chiarire la situazione che si è venuta a creare a livello diplomatico nell’Africa occidentale ci ha pensato il giornalista maliano, Adam Thiam, con un editoriale pubblicato sul sito “Maliweb.net”. Commentando i risultati del vertice di Abuja, Thiam ha scritto che “quanto deciso va bene se la risposta dei paesi della regione è quella di proporre qualcosa di diverso da quello che veniva proposto in passato, quando è stata scelta Tamanrasset come sede di un’alleanza regionale senza truppe. La guerra nel nord del Mali avrà degli effetti positivi se non sarà ignorata da Adis Abeba e New York che non hanno gli argomenti politici per sostenerla. I presidenti dei paesi dell'Africa occidentale devono evitare di cadere nella logica manichea in cui si sono sentiti spinti: quella del bastone e della carota".

Thiam si riferisce in particolare ad Algeria e Burkina Faso perché "avevano sempre detto, e lo hanno confermato ad Abuja, che la loro opzione preferita è quella del dialogo. Come chiunque abbia buon senso. In questo modo, hanno messo la palla nelle mani dei ribelli mettendo in un angolo chi chiede di intervenire per fermare le azioni dei Tuareg. Loro lottano affinché i ribelli maliani lascino i fucili e si mettano a dialogare. Per il presidente algerino, Abdelaziz Bouteflika, l'obiettivo non è solo quello di salvare il gruppo Ansar Eddine, ma quello di impedire un intervento militare in Mali, legittimato dall’Ecowas. Questa battaglia è stata persa ad Abuja e si apre la strada al combattimento vero e proprio. La riconquista della integrità territoriale e la sovranità nazionale del Mali”.

 

Fonte : Agenzia NOVA

Traore, Presidente del Mali
(Foto: Reuters / )
Il Presidente del Mali, Traore, mentre sta per avere un meeting nella capitale della Nigeria Abuja.
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