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Di Arianna Adamo | 17.11.2012 12:23 CET

L’ascesa di donne di talento ai vertici delle principali imprese europee è considerata ancora una 'mission impossible'. Attualmente i consigli sono dominati da un unico genere: quello maschile. L’85% degli amministratori senza incarichi esecutivi sono uomini così come il 91,1% di quelli con incarichi esecutivi ; alle donne restano, rispettivamente, il 15% e l’8,9%. Dal 2003 il numero di donne negli organi direttivi delle aziende è aumentato in media appena dello 0,6% all’anno. Si constatano, inoltre, forti differenze tra i paesi della UE: la presenza femminile nei consigli, che raggiunge il 27% nelle maggiori aziende finlandesi e il 26% in quelle lettoni, non va oltre il 3% a Malta e il 4% a Cipro.

Reuter
Il Presidente della Commissione europea, Barroso

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Per contrastare questa tendenza è stata presentata una direttiva europea che stabilisce un obiettivo minimo del 40% di donne tra i membri senza incarichi esecutivi dei consigli delle società europee quotate, da raggiungere entro il 2020 o, per le imprese pubbliche quotate, entro il 2018. Questo significa che a parità di qualifiche, si dovrà dare la priorità al sesso sotto-rappresentato. Gli europei sono tutti d'accordo con la direttiva: secondo un sondaggio quasi 9 cittadini europei su 10 sostengono che le donne dovrebbero essere equamente rappresentate nei posti di lavoro migliori nel mondo degli affari.

“Chiediamo alle grandi imprese quotate in tutta Europa di dimostrare un impegno serio per la parità tra uomini e donne negli organi responsabili delle decisioni economiche. Su mia iniziativa la Commissione ha potenziato in modo significativo la presenza femminile tra i suoi membri, un terzo dei quali sono donne.” ha affermato José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea. Il testo è stato presentato congiuntamente dai Vicepresidenti Viviane Reding, Antonio Tajani, Joaquín Almunia e Olli Rehn, e dai Commissari Michel Barnier e Lázsló Andor. 

"Nelle principali imprese europee soltanto un amministratore su 7 (il 13,7%) è donna” spiega Fabrizio Spada, direttore della Rappresentanza della Commissione europea:"Il miglioramento rispetto all'11,8% registrato nel 2010 è troppo scarso: di questo passo, ci vorrebbero ancora circa 40 anni soltanto per avvicinarsi all'equilibrio di genere ai vertici delle aziende (entrambi i sessi rappresentati per almeno il 40%). Di conseguenza, vari Stati membri hanno iniziato a introdurre diversi tipi di leggi per i consigli delle società".

La direttiva è vincolante. Gli Stati membri, infatti, dovranno stabilire sanzioni adeguate e dissuasive per le società che violeranno la direttiva che è comunque una misura temporanea, destinata a scadere nel 2028. "La misura è diretta a introdurre rapidamente la parità tra donne e uomini negli organi direttivi delle aziende europee. Non sarà quindi più necessaria una volta conseguiti progressi in questo settore", ha aggiunto la Vicepresidente Viviane Reding.

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Il Presidente della Commissione europea, Barroso
(Foto: Reuter / Vincent Kessler )
Il Presidente della Commissione europea, Barroso
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