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Di C.F. | 18.11.2012 10:52 CET

"Stiamo infliggendo a Hamas un duro colpo. 'Zahal' (l'esercito israeliano, ndr) ha colpito 1.000 obiettivi terroristici, e continua in questi momenti nelle proprie attività. Siamo pronti per estendere le operazioni in maniera significativa".

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Le parole del premier israeliano Benjamin Netanyahu spazzano via le voci, rilanciate dall'agenzia France Press, che davano la diplomazia palestinese vicina a chiudere una tregua di 24 ore. Stanotte Zahal ha picchiato duro su Gaza, mietendo ancora vittime. Un bambino di 18 mesi sarebbe stato ucciso nel campo profughi di Burej, mentre altri due sarebbero rimaste vittime di un attacco nella zona nord della Striscia. Il numero delle vittime palestinesi è salito a 48. Hamas è tornato a colpire poco fuori Tel Aviv, dove si sono sentite due distinte esplosioni.

Intanto gli Stati Uniti puntano il dito contro Hamas. "Il fattore principale che ha innescato la reazione dello Stato ebraico sono i razzi lanciati da Hamas" ha dichiarato il numero due del Consiglio Nazionale per la Sicurezza, Ben Rhodes.

 

Benjamin Netanyahu
(Foto: Reuters / )
Benjamin Netanyahu
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