Monti non si sbilancia. Anzi, sembra giocare d'equilibrio, e non slo. "Non posso garantire per il futuro" ha detto a chi gli ha chiesto se in Kuwait abbia dato garanzie sull'affidabilità dell'Italia dopo il suo mandato. "Chi governerà deve avere come obbiettivo quello di continuare a garantire crescita, giustizia, lotta a corruzione e evasione", quanto ai mercati e alla stabilità del nostro Paese, il Premier lascia intendere che non ha certo la sfera di cristallo.
Reuters
Mario Monti durante la conferenza a palazzo Moncloa, Madrid
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Mossa tattica per evidenziare che al momento la fiducia dell'Italia in Europa e nei Mercati mondiali è appessa al professore e legata a filo doppio senza soluzione di continuità, oppure semplice prudenza?
"Poteva risparmiarsi questa battuta di pessimo gusto" attacca Niki Vendola, ma ad andarci giù pesante è Di Pietro: "ricatto bello e buono: o rivado io al governo, o agli investitori stranieri dico che non garantisco per l'affidabilità del paese dopo di me. L'Italia resta comunque affidabile, è lui che si è montato la testa".
Tuttavia il messaggio del Premier ai Mercati internazionali è stato di fiducia: "Le valutazioni sono ai minimi - dice il premeir - e servono capitali per la crescita. Abbiamo illustrato a potenziali investitori che è il momento in cui i titoli a reddito fisso e le valutazione delle imprese in Italia sono bassi: è il momento di comprare 'a buon mercato' perchè si rivaluteranno e perché se l'Italia si rimette in carreggiata ha potenziale di crescita maggiore rispetto agli altri Paesi".
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