La manifestazione europea conto l'austerity tenutasi a Roma mercoledì scorso, probabilmente verrà ricordata non tanto per i motivi della protesta, ma per un copione che si ripete sempre uguale: gli scontri tra le forze dell'ordine e i manifestanti.
Reuters
Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri
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Molto scalpore ha destato il ferimento di Riccardo Masoch, 24 anni, di origine bellunese, ma studente alla facoltà di Filosofia alla Sapienza di Roma. In pratica, dopo essere stato fermato dalle forze dell'ordine, è stato manganellato alla testa. Il ragazzo figura tra gli otto arrestati per gli scontri sul Lungotevere avvenuti mercoledì scorso e fra i sei scarcerati con l'obbligo di firma in commissariato.
Secondo la versione del ragazzo, l'accusa riportata nel verbale d'arresto, parla del ferimento di un poliziotto alla testa "durante il tragitto verso la camionetta, dopo essermi divincolato da lui e da un suo collega. Ma come facevo in quelle condizioni?".
Il fine ultimo della manifestazione era quello di "raggiungere i palazzi del potere, circondarli per dire a chi ci governa, che non è stato nemmeno eletto dal popolo, che le sue decisioni e quelle della Bce incidono gravemente sulla nostra generazione. Per questo, appena possibile, tornerò in piazza. Non si può fare altro".
Nonostante l'accaduto però esprime solidarietà alle forze dell'ordine per i tagli all'organico subiti a causa della crisi economica, ed è convinto che non si può essere presi a manganellate solo perché si inscena una protesta "sotto ai palazzi del potere, come avviene in tutto il mondo. È fuori da ogni logica. Una soluzione - propone, ndr - sarebbe quella dei numeri identificativi sui caschi e sulle divise degli agenti".
Ed è proprio questo il punto dolente della storia, tant'è che sabato, a Rimini, nell'ambito della giornata della "Legalità e della Solidarietà", promossa dalla prefettura di Rimini, dove era presente il ministro dell'Interno Cancellieri, dopo essere stata pesantemente contestata per l'accaduto, la ragazza di un collettivo studentesco ha proposto "numeri identificativi per gli agenti affinché non rimangano impuniti; l'Italia è uno dei pochi paesi europei che non hanno sulle divise i numeri identificativi degli agenti".
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