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Di Claudio Forleo | 19.11.2012 21:07 CET

Fino allo scorso mese erano in pochi ad aver sentito parlare di Giampiero Samorì, il nome nuovo che avanza in casa Pdl, beccato a organizzarsi un finto comizio con decine di anziani convinti di essere lì per una manifestazione di beneficienza.

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In realtà Samorì è quello che si potrebbe definire un uomo dalle conoscenze giuste, coltivate sin dai tempi della Prima Repubblica, quando venne investito direttamente dal 'Divo Giulio' (al secolo Andreotti, prescritto per mafia fino al 1980) per guidare il consorzio lattiero caseario italiano. Ma fu anche uno dei promotori dei famosi Circoli del buongoverno, fondati da Marcello Dell'Utri (condannato in Appello per concorso esterno in associazione mafiosa) per lanciare nel 1994 la neonata Forza Italia. "E' una brava persona" ha detto di lui il senatore del Pdl, uno che aveva grande stima anche di Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore ritenuto da Paolo Borsellino il numero uno di Cosa Nostra a Milano negli anni Ottanta.

Da allora è stato tanto cose: editore del gruppo Monti Riffeser, ma soprattutto uomo forte della Banca Popolare dell'Emilia Romagna (è di Modena). Recentemente ha coronato un sogno ed è entrato in Mediobanca con lo 0,40 per cento del capitale. 53 anni, viene descritto come uno che "ha soldi e carisma", come un certo Cavaliere.

Lo scorso mese di aprile Samorì ha completato la conquista del Pdl in Emilia-Romagna, terra notoriamente di sinistra. Ma la sua ascesa è stata fortemente contestata dalla sconfitta Isabella Bertolini, che lo accusò senza mezzi termini di aver fatto tesserare anche i "Casalesi" che a Modena e provincia hanno uno dei loro feudi più importanti. La stessa Bertolini recentemente ha rincarato la dose: "Una persona come Samorì non posso considerarla un 'amico'. Alfano ci aveva promesso il partito degli onesti, ma poi ha dato ragione ad altre persone, ha seguito altre logiche, e veder emergere ora certi personaggi mi rafforza nell'idea di lasciare il Pdl".

A mollare ufficialmente il Pdl è stato proprio Samorì, che ha deciso di creare un 'partito personale': Mir (Moderati Italiani in Rivoluzione). Ricapitolando Samorì ha avuto un padrino politico nella prima Repubblica, è intimo di Dell'Utri, ha soldi da spendere, è un editore, "si è fatto da solo", ha ricevuto pesanti accuse di collusione e ha creato un partito dal nulla. Chi vi ricorda?

Il Primo Ministro italiano, Silvio Berlusconi.
(Foto: Reuters / Tony Gentile)
Il Primo Ministro italiano, Silvio Berlusconi.
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