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Di Giovanni Tortoriello | 20.11.2012 00:09 CET

No al pirogassificatore, si all'alternativa verde. Il referendum propositivo contro la costruzione di un inceneritore ad Aosta ha avuto un esito schiacciante: il 94% dei votanti si è espresso contro l'impianto di trattamento a caldo dei rifiuti che la Giunta Regionale aveva intenzione di costruire nel capoluogo della regione autonoma.

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Un risultato inequivocabile e una grande dimostrazione di partecipazione da parte dei cittadini: si sono recati alle urne 50.909 elettori sui 104.063 aventi diritto superando la soglia del 45% necessaria per convalidare un referendum consultivo in Val D'Aosta.

Una presa di posizione chiara dei cittadini. Nei giorni precedenti al voto, infatti, sui muri della città sono stati appesi manifesti che recitavano "Non andare a votare in democrazia è un diritto". Anche il presidente della regione Valle d'Aosta Augusto Rollandin aveva invitato apertamente i cittadini ad astenersi dal voto: "Quella di andare a votare è una non-scelta- ha dichiarato il presidente Rollandin ai microfoni de ilfattoquotidiano.it- le responsabilità tecniche di queste decisioni non possono essere prese con la pancia, mostrando l'immagine di bambini malati di tumore".

Di tutt'altro avviso Beppe Grillo che, intervenuto venerdì sera ad Aosta nella serata conclusiva della campagna elettorale che ha visto il Movimento 5 Stelle schierato contro il pirogassificatore, aveva lanciato i propri strali contro chi inneggiava al non voto: "Questi principianti vanno casa per casa a dire di non andare a votare il referendum. E secondo me è un reato. Bisognava dire: andate e votate si o no".

In questo clima la Valle d'Aosta si è trasformata in un grande laboratorio di democrazia partecipativa e l'esperimento è perfettamente riuscito. La presa di coscienza dei cittadini valdostani rappresenta un segnale forte e Beppe Grillo ha ribadito quello che è da sempre un obiettivo programmatico del Movimento 5 Stelle, ossia l'intenzione di estendere a tutta l'Italia la possibilità di referendum propositivi, ma senza il vincolo del quorum.

Ora è necessario un radicale cambiamento nella smaltimento dei rifiuti: incrementare la raccolta differenziata sino all'80% (adesso è ferma al 40%), riutilizzare maggiormente i materiali di scarto e trattare quelli restanti a freddo. Un'alternativa che non presenta solo indiscutibili vantaggi da un punto di vista ambientale, ma anche economico: l'eventuale costruzione del pirogassificatore sarebbe costata infatti ben 225 milioni di euro.  

Anche Legambiente ha diramato un comunicato stampa per esprimere la propria soddisfazione per l'esito del referendum. "I valdostani si sono opposti in modo netto a una decisione priva di senso, una spesa decisamente folle per la costruzione di un impianto a di poco sovradimensionato e inutile a inutile a risolvere i problemi del ciclo dei rifiuti"- ha commentato Stefano Ciafani, vicepresidente di Legambiente.

"In Valle D'Aosta ha vinto la ragione. - hanno aggiunto Fabio Piovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta e Alessandra Piccioni, presidente del circolo valdostano di Legambiente- Gli oltre 50.000 cittadini che sono andati a votare hanno dimostrato di avere a cuore il futuro del loro territorio e grazie ad una campagna referendaria basata sull'informazione, sullo studio e sulle competenze non siamo solo in grado di dire no al pirogassificatore, ma sappiamo indicare la via per una gestione dei rifiuti più sostenibile per l'ambiente e la comunità basata sulla riduzione e su una buona raccolta differenziata finalizzata al riciclaggio, come già praticato con successo in diverse aree del nord Italia. Legambiente è disponibile fin d'ora, così come lo è stata in passato, al confrobto e a dare il proprio contributo per la buona riuscita di u nuovo ciclo dei rifiuti".  

L'associazione Valle Virtuosa, promotrice del quesito referendario, sul proprio sito internet ha semplicemente commentato: "Per noi, per loro, per ttti. Ha vinto la Valle d'Aosta"

 

[Via: AostaSera | ValleVirtuosa]

Reeferendum in Val D'Aosta, bocciato l'inceneritore
(Foto: REUTERS / Ciro De Luca)
Un uomo cammina in una strada piena di rifiuti a napoli, 24 ottobre 2010
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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