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Di Alessandro Proietti | 20.11.2012 00:56 CET

PARIGI - In un recente articolo "The economist", il settimanale inglese da sempre attento al mondo della finanza, aveva definito la Francia come uno dei maggiori pericoli interni all'Europa.

Reuters/Philippe Wojazer
General view of the Eiffel Tower in Paris July 5, 2010.

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Etichettata come una bomba ad orologeria nel cuore dell'Eurozona, il settimanale sottolineava come il ruolo di co-protagonista, insieme alla Germania, della Francia si sia via via offuscato evidenziando l'accresciuta fragilità dell'economia del Paese d'oltralpe. Seppur ancora in possesso dei punti di forza storici, la Francia ha pagato a caro prezzo la crisi dell'euro ed il concetto stesso di "moneta unica".

Senza il potere di deprezzare la propria moneta, Parigi ha scelto, negli anni, la via del debito pubblico come arma contro la "rivale" Germania. Le scelte tedesche degli anni passati, che hanno visto la Germania tagliare i costi e muoversi nell'ambito delle riforme strutturali, hanno accresciuto il vantaggio competitivo sulla "pigra" Francia. Se fino ad ora la criticità della posizione francese è rimasta parzialmente lontana dai bagliori della cronaca, il recentissimo downgrade da parte di Moody's riporta in superficie i problemi mal risolti.

Il declassamento - Il taglio del rating da parte dell'agenzia americana fa cadere la "tripla A" francese, abbassando il merito creditizio ad AA1 e confermando l'outlook negativo.

Nella nota di Moody's viene spiegato che la decisione è stata necessaria a fronte dell'incerto scenario finanziario del Paese, risultato del "deterioramento delle prospettive economiche - oltre ad una - sostenuta perdita di competitività".

In Francia, nonostante "un forte impegno sulle riforme strutturali e sul consolidamento delle finanze pubbliche", "le misure a favore delle imprese annunciate a Novembre, da sole, non hanno l'ampiezza sufficiente per stabilire la competitività del Paese".

La replica del Governo francese - Lapidario, in conclusione, il commento alla nota da parte del ministro delle Finanze francesi, Pierre Moscovici: la decisione di Moody's rappresenta "una sanzione alla gestione del passato" che invoglia "a mettere in opera rapidamente le riforme".

Tre i punti fondamentali da seguire secondo Moscovici: "ottenere la stabilità della ziona euro", mettere in atto "il patto di competitività" presentato ad inizio Novembre dal Governo e, non da ultimo, chiudere definitivamente "la trattativa sul mercato del lavoro".

 

 

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Parigi -
(Foto: Reuters/Philippe Wojazer / )
General view of the Eiffel Tower in Paris July 5, 2010.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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