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Di R.C. | 20.11.2012 14:33 CET

Rinasce la speranza per chi è affetto da sclerosi multipla. La collaborazione tra la Northwestern University (Usa) e l'Università di Sydney ha portato al risultato di bloccare gli effetti della malattia riparando la mielina che ricopre le cellule nervose.

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Con la SM il sistema immunitario attacca le cellule nervose distruggendo la mielina, la membrana isolante delle cellule del cervello, del midollo spinale e del nervo ottico. Fino ad oggi il trattamento più utilizzato era la soppressione dell'intero sistema immunitario, che portava facilmente il malato a contrarre infezioni e ad esporlo al cancro.

Il nuovo trattamento incorpora nanoparticelle biodegradabili a base di un polimero lattico-co-glicolico alla mielina. Il composto raggiunge le cellule nervose e ripara "le falle" per poi essere smaltito dall'organismo che non lo attacca, ma lo riconosce come un'insieme di cellule morte. La sperimentazione sui topi ha dimostrato che le cavie non hanno avuto ricadute per 100 giorni, secondo gli scienziati un periodo equivalente a diversi anni per un paziente umano. Il team di ricercatori sta iniziando gli studi clinici sull'Uomo. Si ritiene che lo stesso tipo di tecnologia potrebbe essere usato per trattare altre malattie che confondono il sistema immunitario come il diabete di tipo 1, allergie alimentari e asma.

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cellula nervosa
(Foto: Reuters.com / )
Un segnale elettrico percorre le cellule nervose
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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