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Di Claudio Forleo | 20.11.2012 20:17 CET

Dovevano essere dodici ma Alessandra Mussolini si è tirata fuori, dipingendo le primarie del Pdl come una "squallida resa dei conti". Pertanto rimangono 11 i candidati al ruolo di "successore", almeno sulla carta, di Silvio Berlusconi: Angelino Alfano, Daniela Santanchè, Alfonso Luigi Marra, Vittorio Sgarbi, Michaela Biancofiore, Giancarlo Galan, Guido Crosetto, Giampiero Samorì, Giorgia Meloni, Alessandro Cattaneo e Alessandro Proto. Per candidarsi c'è tempo fino a domenica, ma la lista non dovrebbe cambiare a meno che gli ex ministri Giulio Tremonti e Maria Stella Gelmini non decidano per il "grande salto".

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Non si è ben capito come, quando e se si terranno (in caso di voto anticipato potrebbe saltare tutto), ma i candidati sono questi. Di Giampiero Samorì e delle sue somiglianze con il Capo vi abbiamo parlato ieri. Angelino Alfano, siciliano di Agrigento, è passato alla storia soprattutto per aver dato il nome alle peggiori leggi proposte dal governo Berlusconi: il Lodo che avrebbe dovuto rendere penalmente immune l'allora Presidente del Consiglio, e la famigerata legge sulle intercettazioni che ha fatto tremare magistrati, giornalisti e non solo. "Caduto" Berlusconi è stato designato dal Cavaliere segretario politico, giusto il tempo di perdere tutte le elezioni amministrative tenute da allora e scaricare la colpa su di lui che, secondo il Cavaliere, "non ha il quid". Ultimamente ha provato a giocarsi il tutto per tutto con la carta delle primarie, ma in caso di voto anticipato rischia di rimanere con un pugno di mosche in mano.

Daniela Santanchè è per tutti la "pasionaria" per eccellenza, ma in molti dimenticano che nel 2008 si candidò a premier con La Destra di Storace, non risparmiando velenosi attacchi a Berlusconi ("Vorrei fare un appello a tutte le donne italiane. Non date il voto a Silvio Berlusconi, perché Silvio Berlusconi ci vede solo orizzontali, non ci vede mai verticali" disse prima delle elezioni del 2008), salvo poi fare due calcoli e capire che gli conveniva rientrare all'ovile, diventando un'entusiasta fan del Cavaliere e un'acerrima nemica di Gianfranco Fini. Con il Presidente della Camera la guerra iniziò nel 2007, quando venne rimossa dall'incarico di responsabile del dipartimento Pari Opportunità di An. Della Santanchè si ricordano soprattutto le grandi intemerate contro l'Islam e le "scazzottate" verbali nei talk-show.

Alfonso Luigi Marra è stato tante cose. Comunista, socialista e parlamentare europeo con Forza Italia nel 1994. Marra è uno scrittore che si è fatto conoscere dal grande pubblico grazie ad alcuni improbabili spot televisivi in cui una nota critica come Manuela Arcuri consigliava agli italiani di comprare i suoi libri. Aldo Grasso sulle colonne del Corriere della Sera lo fulminò così: "Un piccolo diamante di coatteria, così brutto da sfiorare il sublime". Non ci sarebbe altro da aggiungere salvo la scelta di altri testimonial di spessore come Lele Mora, Sara Tommasi e Karima El Mahroug, meglio conosciuta come Ruby Rubacuori.

Vittorio Sgarbi non avrebbe bisogno di presentazioni. Critico d'arte, è diventato il "prezzemolino" della televisione degli anni Duemila. Chiamato dappertutto per parlare di qualsiasi cosa, da Porta a Porta a La Pupa e il Secchione, dove arrivò alle mani con il suo alter ego femminile, Alessandra Mussolini. Già consigliere comunale del Psi negli anni Ottanta, deputato dei Liberali e di Forza Italia, assessore alla Cultura di Milano, negli ultimi anni è stato sindaco di Salemi, in provincia di Trapani, Comune sciolto lo scorso febbraio per infiltrazioni mafiose.

Micaela Biancofore è una fedelissima del Cavaliere, già coordinatrice provinciale di Forza Italia dell'Alto Adige, è stata eletta deputato nel 2006. Nel 2011 prova a fare il grande salto e confluire in una presunta lista guidata da Claudio Scajola e Gianfranco Miccichè, ma non se ne fece niente. Altro fedelissimo è Guido Crosetto, già democristiano, deputato dal 2001. Ha difeso Berlusconi sempre e comunque, ma pochi giorni prima delle dimissioni di Berlusconi viene pizzicato a dare della "testa di cazzo" al Capo. Perdonato.

Giancarlo Galan, ex governatore del Veneto poi ministro delle Politiche Agricole per lasciare la Regione al leghista Zaia ("Lo considero un tradimento" dichiarò, ma se ne fece subito una ragione), è cresciuto nel Partito Liberale ma è uno dei fondatori di Forza Italia, chiamato dal Cavaliere già nel 1993. Giorgia Meloni è la candidatura dell'ultima ora e ha deciso di scendere in campo nonostante la contrarietà dei colonelli di An, partito di cui faceva parte prima di confluire nel Pdl, che non volevano ostacoli sulla strada di Alfano. Eletta deputato nel 2006 a soli 29 anni, nel 2008 diventa Ministro della Gioventù, considerata dai detrattori del governo Berlusconi uno dei volti "meno impresentabili" dell'esecutivo.  Si fece apprezzare per una dichiarazione netta sull'antifascismo, mentre molti ex di Alleanza Nazionale giocano ancora su un certa ambiguità.  "Difenderemo i valori sui quali si fonda la Costituzione e che sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo".

Ultimo, anche per i sondaggi, il carneade Alessandro Cattaneo, "candidatura-giovane" assieme alla Meloni. Classe 1979, è sindaco di Pavia da tre anni. Lo scorso maggio ha creato una sorta di corrente che fa il verso ai rottamatori del Pd: i formattatori. Come i rivali democratici chiede uno "svecchiamento" del partito. Sorpresa dell'ultimissima ora (ha annunciato la candidatura oggi a La Zanzara su Radio 24) Alessandro Proto, 38enne immobiliarista e finanziere.

Silvio Berlusconi e Angelino Alfano
(Foto: Reuters / )
Al via le Primarie delle idee
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