I No Tav tornano in piazza. L'aula 46 del tribunale di Torino era stracolma questa mattina per il primo dibattimento del processo No Tav, che vede imputati 45 attivisti per gli scontri al cantiere dell’estate 2011. Due di loro sono agli arresti dal gennaio scorso, Maurizio Ferrari e Alessio Del Sordo, e sono stati salutati dai compagni al grido di ''Libertà, libertà”.
Reuters
Iniziato il processo per gli scontri del 2011, ma l'aula è troppo piccola per gli attivisti: udienza sospesa.
Da non perdere
Articoli Correlati
Argomenti correlati
Seguici su Facebook
Più notizie
Semplificazioni, arriva l'ok del Consiglio dei Ministri. Ecco le novità per il Fisco
Amnistia, il governo prepara il terreno
La Convenzione di Istanbul è legge. il "sì" del Senato dice "no" alla violenza sulle donne
L'udienza è stata rinviata per la mancata consegna di notifiche ad alcuni imputati, ma questo non ha scoraggiato un centinaio di attivisti che hanno preso d'assalto il tribunale di Torino. La bagarre è scattata subito dopo l’appello con i cori che hanno cominciato a gridare: “Tutti liberi, tutti liberi”. Alcuni attivisti se la sono presa con un cameraman della Rai, qualcuno gli sputa, partono i calci, lui si difende, ma poi esce dall’aula, mentre tutti gli attivisti scandiscono “Spingi i giornalisti, i veri terroristi”. il cameraman è stato poi trasportato in ospedale.
Bloccata la strada davanti al Tribunale. Al lancio di pietre e petardi, le forze dell'ordine hanno risposto usando lacrimogeni. Il giudice Quinto Bosio ha sospeso l'udienza in attesa di verificare se è disponibile un'aula più grande. Il processo è stato rinviato al 21 gennaio 2013.
Maurizio Ferrari e Alessio Del Sordo sono stati arrestati lo scorso gennaio in seguito all’operazione repressiva contro la resistenza No Tav. I movimenti No TAV, contrari alla realizzazione di infrastrutture per l'alta capacità e l'alta velocità ferroviari, hanno spesso contestato il progetto della linea ferroviaria volta ad unire Torino e Lione, passando attraverso la Val di Susa. La parte più importante del tracciato, in termini di dibattito e anche economici, sarebbe un tunnel di oltre 50 km scavato nelle montagne fra Susa, in Italia, e Maurienne, in Francia.








