• Share
  • OkNotizie
  • +1
  • 0

Di Giovanni Tortoriello | 21.11.2012 13:11 CET

Sostanze tossiche nei vestiti. La denuncia arriva da Greenpeace che ha presentato ieri in Cina il rapporto "Toxic Threads - The Fashon Big Stitch", lanciato con una sfilata choc per denunciare la presenza di sostanze nocive negli indumenti che milioni di persone indossano tutti i giorni.

Seguici su Facebook

L'associazione ambientalista ha acquistato 141 capi di abbigliamento appartenenti a 20 tra le marche più famose al mondo (Zara, Benetton, Jack & Jones, Only, Vero Moda, Blazek, C & A, Diesel, Esprit, Gap, Armani, H & M, Levi, Victoria's Secret, Mango, Marks & Spencer, Metersbonwe, Calvin Klein, Tommy Hilfiger e Vancl) e li ha poi fatti analizzare per scoprire quali sostanze contenessero. Il risultato è emblematico: nella maggior parte dei vestiti Greenpeace ha trovato sostanze quali alchifenoli, ftalati e nonilfenoli etossilati che possono alterare il sistema ormonale dell'uomo e, se rilasciate nell'ambiente, diventare cancerogene.

"L'uso di sostanze potenzialmente tossiche nell'industria tessile - denuncia Greenpeace Italia - non è una novità. Solo in Cina, il più grande fornitore di manufatti tessili anche per le grandi firme occidentali, un terzo della popolazione non ha accesso all'acqua potabile e l'industria tessile è una delle principali cause di inquinamento". Insomma si tratta di sostanze che se rilascite nell'ambiente costituiscono un pericolo per la salute dell'uomo, tuttavia non è noto se i livelli di sostaanze chimiche trovate nei vestiti costituiscono un rischio diretto per la salute di chi li indossa.

Greenpeace ha indetto una petizione online contro Zara: La scelta non è casuale: nei capi di abbigliamento  della casa spagnola gli ambientalisti hanno rintracciato alte concentrazione di NPE (composti nonilfenoloetossilati) che possono rilasciare i corrispondenti nonilfenoli, pericolosi perché in grado di alterare il sistema ormonale dell'uomo. "Inoltre - afferma ancora Greenpeace -  quattro dei capi a marchio Zara risultano contaminati da alti livelli di ftalati tossici, mentre in altri due abbiamo riscontarato tracce di un'ammina cancerogena derivante dai coloranti azoici".

Le richieste di Greenpeace ai marchi di abbigliamento sono chiare: "impegnarsi ad azzerare l'utilizzo di tutte le sostanze chimiche pericolose entro il 2020, come già hanno fatto alcuni importanti marchi tra cui H&M e M&S, e di imporre ai loro fornitori di rivelare alle comunità locali i valori di tutte le sostanzze chimiche tossiche rilasciate nelle acque dei loro impianti".

Fonte: Greenpeace Italia

 

 

 

la denuncia di greenpeace: sostanze tossiche nei vestiti
(Foto: Reuters / Miguel Vidal)
Manichini all'interno di un negozio Zara in Arteixo, nord della Spagna, 14 giugno 2012
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • +1
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci