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Di Arianna Adamo | 21.11.2012 12:29 CET

Nel 2011 nel mondo sono state registrate 2,5 milioni di nuove infezioni da Hiv, 700 mila in meno rispetto al 2001. Sono questi i risultati della lotta internazionale al virus dell'aids annunciati a Ginevra dal direttore esecutivo dell'Unaids (Programma comune delle Nazioni Uite sull'Hiv/aids), Michel Sidibè.

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“Stiamo ottenendo progressi sempre più velocemente: gli stessi risultati che in passato si raggiungevano in dieci anni oggi li otteniamo in 24 mesi”, ha commentato Sidibé. “I miglioramenti sono progressivamente sempre più veloci e questa è la prova che se c’è la volontà politica e la costanza potremmo ottenere gli obiettivi che ci siamo prefissati entro il 2015”. In particolare, l’Unaids ha sottolineato la necessità di una spinta finale, nel 1000 giorni che mancano a questa scadenza, per raggiungere l’ambizioso Obiettivo del Millennio sull’Aids: quello di raggiungere finalmente gli zero contagi.
Secondo il World Aids Day report 2012, pubblicato proprio oggi e che si riferisce ai dati del 2011, i malati sono come l’anno scorso 34 milioni, ma le nuove infezioni sono scese dai 2,7 milioni del 2010 ai 2,5 del 2011, e le morti da 1,8 a 1,7 milioni (crollate del 25% dal 2005 al 2011). Altra buona notizia riguarda l’accesso ai farmaci, aumentato addirittura del 63% negli ultimi 24 mesi.

La maggioranza delle infezioni è situata nei paesi dell'Africa sub-sahariana: in sei Paesi, Burundi, Kenya, Namibia, Africa del sud, Togo e Zambia, il numero di bambini infettati dal virus hiv e' sceso di almeno il 40% tra il 2009 e 2011, sottolinea l'Unaids. Ma nonostante le buone notizie restano ancora molte zone a rischio. Si stima che 6,8 milioni di persone che avrebbero diritto ad una terapia non vi hanno accesso e che circa la meta' dei 34 milioni di sieropositivi non conoscono il loro stato. Inoltre, in Europa orientale, Asia centrale, Medio oriente e Africa del Nord i dati relativi alla prevalenza dell'hiv, alle nuove infezioni ed ai decessi sono in aumento.

La maggiore preoccupazione, comunque, riguarda i finanziamenti per i programmi dei prossimi anni: ad oggi manca, infatti, circa il 30% dei fondi necessari annualmente da qui al 2015: se nel 2011 sono stati investiti ‘solo’ 16,8 miliardi di dollari, annualmente nei prossimi tre anni sarebbero necessari circa 22-24 miliardi. Sono gli Stati Uniti il paese traino dei finanziamenti: ad oggi rispondono di circa il 48% dei livelli di assistenza per i sieropositivi, e insieme al Fondo Globale per l’Aids, la Tubercolosi e la Malaria forniscono la maggior parte dei soldi.

“Unaids si concentrerà nel supporto alle nazioni, in modo da accelerare ulteriormente sia sulla prevenzione che sul trattamento, di queste come di altre categorie di persone”, ha concluso Sidibé. “Ora che sappiamo che migliorare progressivamente e massicciamente la cura è possibile, dobbiamo infatti raggiungere sempre più popolazioni e settori sociali con i servizi di assistenza cruciali per l’Hiv/Aids”.

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(Foto: Reuters.com / )
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This article is copyrighted by International Business Times.
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