CONFESSIONE SHOCK dell'ex capitano del NAPOLI JULIANO: "Combinavamo le partite"

Di Francesco Saverio Damiano | 21.11.2012 13:45 CET
Dimensione testo + -

Arriva come un fulmine a ciel sereno la confessione dell'ex capitano del Napoli Antonio Juliano che, intervenendo ad un convegno dedicato proprio al «calcio tra regole, lealtà sportiva ed interessi (criminali?)», candidamente, come se stesse parlando di una mela rubata dal fruttivendolo da un bambino, ha dichiarato di aver organizzato, durante l'ultima giornata del campionato 77-78, la combine della partita Napoli-Milan, giocata al San Paolo.

Seguici su Facebook

 

LA CONFESSIONE. Lo storico capitano del Napoli, che ha anche partecipato a tre campionati del mondo ed vinto un Europeo con la maglia della Nazionale, ha raccontato, tirando in ballo peraltro anche altri due campioni come Rivera ed Albertosi: "Con un pareggio avremmo avuto la certezza di qualificarci entrambe in coppa Uefa. Incontrai Rivera ed Albertosi negli spogliatoi, prima della partita e decidemmo per il pareggio. Ne parlai coi miei compagni, spiegandogli quanto concordato con gli avversari: finì 1-1".

 

CORSI E RICORSI STORICI. Le reti che decretarono il risultato di 1-1 furono di Alberto Bigon (Milan), il padre dell'attuale direttore sportivo della società partenopea, e Claudio Vinazzani (Napoli), che nel 1986, quando militava nella Lazio, fu coinvolto nello scandalo del calcio-scommesse dell'epoca. Al termine di quel processo sportivo Vinazzani venne squalificato ed in seguito radiato da tutte le manifestazioni calcistiche italiane, terminando la carriera calcistica all'età di 32 anni. La Lazio venne penalizzata di 9 punti nella stagione successiva. Successivamente Vinazzani intraprese anche la carriera politica diventando coordinatore provinciale per il PdL a Carrara, la sua città. Alberto Bigon, l'estate successiva alla partita raccontata da Juliano, si trasferì alla Lazio. Nel '90 vinse da allenatore lo scudetto con il Napoli di Maradona.

 

ETICA, GIUSTIZIA E (TANTA) RETORICA. Certo, i fatti risalgono a 34 anni fa, e tutto ciò che può essere considerato un illecito è ormai caduto in prescrizione, ma il suo racconto (che se era una questione così innocente perché aspettare tre decadi e mezzo per venire alla luce?) ha comunque provocato lo sconcerto e l'imbarazzo dei partecipanti al convegno, tra cui figuravano anche il Procuratore Federale Stefano Palazzi ed il magistrato Raffaele Cantone (che presentava il suo libro "Football Clan"), soprattutto per il tema del convegno stesso, che probabilmente mirava a dare un'immagine più "giustizialista" all'incontro. E soprattutto poi chi ha più esperienza dovrebbe essere d'esempio per i giovani, come disse a tal proposito il capitano della Juventus e della Nazionale Gigi Buffon, che dopo il famoso biscotto scandinavo tuonò: "Il calcio non è solo soldi e business, dovrebbe dare insegnamenti ed esempi. Ma dopo questo pareggio che cosa penseranno i giovani? Che è giusto mettersi d'accordo anche a 13 anni per vincere la coppa della parrocchia" (anche se la stessa persona disse poi: "A volte sono meglio due feriti di un morto").

 

LEGGI ANCHE: 

ARCIDIACONO si scusa con la vedova RACITI: "Non volevo offendere nessuno"

La FIGC conferma: CAGLIARI-ROMA 0-3 a tavolino

CALCIOMERCATO INTER. SNEIJDER resta ancora a casa, ANZHI e MILAN alle porte

MINACCE ai NAPOLETANI dai tifosi dell'Aik Stoccolma: "Ci vendicheremo"

I giovani e lo sport
( Foto : reuters / )
C'è ancora chi parla di esempio per i giovani nel calcio
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte

News From Sports

[VIDEO] Siviglia - Valencia 2-0: gol e highlights

La squadra di Unai Emery si impone nel derby spagnolo grazie alle reti di Mbia e Bacca. Tra una settimana andrà in scena la semifinale di ritorno.

Join the Conversation
IBTimes TV
SEGUI SPORTS & STARS
 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci