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Di David Pascucci | 21.11.2012 17:26 CET

Qui di seguito vi è il comunicato ufficiale della IFMAdvisor firmato dall'autorevole Vice Presidente Biagio Milano:

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Carissimo lettore,

In questi giorni si sta discutendo in Parlamento l'eventuale introduzione di una Tobin Tax (tassa sulle transazioni finanziarie), che indubbiamente gode di grande consenso popolare perché è spacciata dai politicanti, a fini propagandistici, come il provvedimento col fine nobile di far pagare il conto alla "cattiva speculazione" finanziaria. È bene anzitutto che sia noto che questa tassa NON potrà mai colpire la presunta speculazione (non riguarda infatti i soggetti esteri...) mentre avrà, purtroppo, l'ennesimo incisivo impatto sulla quotidianità degli italiani, comportando un assai probabile rialzo dei prezzi di importanti beni di consumo come alimentari, benzina ecc.

Eh si! Perché tassando indiscriminatamente le transazioni, ivi incluse quelle sui derivati (strumenti finanziari poco noti e quindi facilmente biasimabili) si aumentano i costi delle imprese costrette alla inevitabile attività (fattibile solo con derivati) di protezione dei costi delle materie prime quali grano, gas, petrolio, valute che sono fondamentali per mantenere intatto il loro business. Vi stupirebbe scoprire che la stragrande maggioranza dei derivati vengono negoziati con questo scopo e non per speculare?


E i riflessi negativi purtroppo non finirebbero qui, poiché ve ne sarebbero anche di indiretti e poco "visibili"! Chi pagherebbe infatti la Tobin Tax a carico dei Comuni che fanno frequentissime attività sui derivati Swap, se non i contribuenti stessi? E a chi si presenterà (se non ai contribuenti) il conto del costo sociale di una nuova ondata di disoccupati (assai elevata ancorché imprevedibile, forse dell'ordine di decine di migliaia) generata dalla inevitabile de-localizzazione della finanza.


Ci sarebbero anche ripercussioni (intese come aumento di costi vivi) per coloro che, comprando una prima casa, scegliessero l'attualmente vantaggioso tasso variabile, tutelandosi però dal rischio di eventuali futuri rialzi sensibili dello stesso, perché questa "tutela" si ottiene attraverso un derivato.


Inoltre il nostro sistema finanziario rischia un collasso della liquidità le cui conseguenze ricadrebbero in primis sulle imprese che già sono in forte difficoltà, esponendo tutto il "Sistema Paese" a un grave rischio di destabilizzazione. I costi di finanziamento per le imprese salirebbero ulteriormente e si scaricherebbero per l'ennesima volta sugli utenti finali, sotto forma di aumento dei prezzi.

Queste ed altre sarebbero le conseguenze dell'imposizione agli italiani del pagamento di una tassa solo all'apparenza condivisibile ma che in pratica favorirebbe l'ennesima (oltre che legale e comprensibile) fuga di capitali italiani verso altri Paesi (europei e non) dove la tassa non si paga (ad esempio investo su Apple anziché su Fiat...). L'Italia rischia di essere l'unico Paese al mondo ad introdurla...
Purtroppo abbiamo già perso molta competitività a causa dello sfascio dell'€uro e non possiamo permetterci di perdere anche pezzi importanti del mercato dei capitali senza rischiare di diventare un Paese destinato a un irreversibile declino.

L'introduzione dell'imposizione va dunque evitata a ogni costo! 

Essa è evidentemente uno strumento della classe politica per conseguire un vasto consenso popolare, trasferendo altrove (nella fattispecie verso la "famigerata" speculazione da punire) le colpe dello sfascio attuale, imputabili invece e senza dubbio ad un ventennio di malgoverno politico.
Siamo pronti a un confronto pubblico con i sostenitori politici di questo provvedimento, che potremo facilmente smentire numeri alla mano...
Ci attendiamo un tuo sostegno in nome del buon senso! 

Trader
(Foto: Reuters / )
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© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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