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Di R.C. | 22.11.2012 17:43 CET

Con l'attuale crisi economica è aumentato molto il numero di disoccupati e precari. La perdita del posto di lavoro può essere devastante per l'economia, ma ancora di più lo è per la salute di chi la subisce. Un nuovo studio della Duke University (Durham, North Carolina) ha riportato la precarietà nel lavoro o la perdita del posto aumenta considerevolmente il rischio di un infarto miocardico acuto.

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Analizzando i dati clinici ventennali di un campione di 13 mila persone di età compresa tra i 50 e i 60 anni, i ricercatori hanno scoperto che i casi di infarto aumentano del 27% nel primo anno di disoccupazione e del 63% se il soggetto è stato licenziato più volte. Il 35% dei deceduti per infarto inoltre erano quelli che avevano trascorso più tempo in precarietà lavorativa.

Le teoria inoltre afferma che lo stress da perdita di lavoro e l'insicurezza per il futuro possono scatenare facilmente un attacco di cuore in individui già affetti da aterosclerosi e malattie cardiache. Per chi ha dato le dimissioni invece, i rischi si annullano.

"Il rischio maggiore di attacchi cardiaci è più alto durante il primo anno di disoccupazione, ma il mantenimento dello status di disoccupato, il numero di perdite di lavoro subite e il tempo trascorso senza una occupazione sono tutti risultati fattori associati all'aumento del rischio di infarto rispetto alle persone con una occupazione stabile". Ha detto Matthew Dupre, uno degli autori dello studio.

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(Foto: Reuters.com / )
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© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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