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Di Valentina Beli | 22.11.2012 19:18 CET

La barca sta per affondare. Anzi, fa già acqua da tutte le parti, meglio abbandonare la nave. La pensano così 5 deputati del Pdl, Isabella Bertolini, Gaetano Pecorella, Giorgio Stracquadanio, Franco Stradella e Roberto Tortoli, i quali hanno formalizzato la loro uscita dal Pdl e -quello che più conta- la creazione di un nuovo soggetto politico: Italia Libera.

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La storia si ripete: nomi nuovi, personaggi vecchi. Gli ormai ex membri del Pdl sostengono che il partito in cui avevano creduto e di cui facevano orgogliosamente parte fino a ieri, oggi  ha tradito le loro aspettative e soprattutto quelle degli elettori. Dunque non ci pensano due volte a voltare le spalle al Popolo delle libertà e con un colpo di remi scaricano sia il partito che Berlusconi. Ma c'è di più: sono pronti a incoronare Monti come futuro premier.

Tutto scritto nero su bianco in un documento ufficiale  presentato in conferenza stampa: "Dal 2008 ad oggi il Pdl ha perso il governo, quasi due terzi degli elettori, un cospicuo numero di eletti ad ogni livello, il suo sistema di alleanze, la propria identità politica, la credibilità del suo leader e della classe dirigente.

L'uomo che ha guidato il governo più a lungo di chiunque altro dal secondo dopoguerra non è riuscito a realizzare che una piccola parte di quella rivoluzione liberale che aveva proposto agli italiani e per la quale noi avevamo scelto di dedicare la nostra vita alla politica. Oggi alternando solenni annunci di ritiro a infuocati propositi bellicosi e velleitari.

Il crollo del governo Berlusconi nel novembre scorso ha rappresentato il momento più drammatico di uno storico fallimento politico. Il governo Berlusconi è caduto sotto il peso delle tre crisi - quella fiscale, quella istituzionale e quella politica dello Stato - che all'inizio degli anni 90 avevano provocato il crollo della prima Repubblica e che la Seconda ha lasciato drammaticamente irrisolte".

Ebbene, loro stessi sostengono che Berlusconi sia 'l'uomo che ha guidato il governo più a lungo di chiunque altro dal secondo dopo guerra' ma si accorgono solo ora che 'è riuscito a realizzare solo una piccola parte della rivoluzione liberale'.  Meglio tardi che mai recita un detto. Ma come mai lasciare la barca soltanto ora che è irrimediabilmente allo sbando?

Se è vero che tutti sono pronti a salire sul carro del vincitore è altrettanto vero che molti sono pronti ad abbandonare la nave in difficoltà.

E nel documento si legge ancora: "Noi individuiamo quella premiership in Mario Monti e ci proponiamo di contribuire ad elaborare una proposta politica credibile innanzitutto agli occhi dello stesso Monti".

 

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Berlusconi
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© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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