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Di Emiliano Ragoni | 22.11.2012 21:22 CET

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L'ombrello è un oggetto che utilizziamo frequentemente ed è entrato a far parte della nostra vita quotidiana. Ma non tutti si rendono conto del "peso ambientale" che hanno gli ombrelli. Ogni anno più di 900.000.000 ombrelli vengono persi, rotti e incorrettamente deposti. Il poliestere della copertura ha un tempo di degrado di oltre 1.000 anni, i diversi materiali utilizzati per produrre un ombrello, lo rendono leggero, robusto ma non flessibile, l'alto numero di componenti, oltre 100, comporta bassa affidabilità e fasi di produzione e assemblaggio complicate; per la lavorazione dei materiali si utilizzano processi produttivi con forte impatto sull'ambiente (CO2); difficoltà di smontaggio e necessità di raccolta differenziata rendono l'ombrello tradizionale non riciclabile.

Alla luce tutte queste evidenze oggettive è nato Ginkgo, il primo ombrello flessibile, leggero e riciclabile al 100 %. Ginkgo è nato dalla menti di  un designer, Federico Venturi, e un ingegnere meccanico, Gianluca Savalli, e sostenuta dall'Acceleratore d'impresa gestito da Fondazione Politecnico di Milano, è stata selezionata al prestigioso premio James Dyson Award.

 Ginkgo è realizzato in un unico materiale, il polipropilene, resistente a urti e vento, senza deformarsi; l'idea è nata all'ennesimo ombrello rotto! "A quel punto - dice Venturi - ci siamo detti: perché non pensare a un ombrello semplice, ma resistente e sostenibile? Da qui, lo spunto per esaminare i punti deboli degli ombrelli compatti, che hanno un ciclo di vita molto breve e utilizzano materiali, come il poliestere e il ferro difficilmente smaltibili. Tenete presente che, considerando circa 240 g di ferro a ombrello, con la quantità totale di ferro del miliardo di ombrelli che ogni anno si rompono o vengono persi (pari a 240.000 t), sarebbe possibile, ogni anno, costruire oltre 25 torri Eiffel!"

 

Ginkgo
Ginkgo

 

 

Vincitore di Idea to Product Competition Italy 2011, competizione interna al Politecnico di Milano organizzata dall'Acceleratore d'Impresa e dalla Fondazione Politecnico di Milano, Ginkgo ha ricevuto un premio economico di 2000 euro utilizzati per la progettazione, la produzione di stampi e per il deposito del brevetto. L'Acceleratore del Politecnico di Milano ha inoltre fornito gli strumenti per capire il mercato e per studiare il business plan e la distribuzione del prodotto. Grazie all'Acceleratore, Ginkgo ha partecipato a numerosi eventi alla presenza di investitori e business angel e, grazie a questi contatti, ha rafforzato il suo team con l'ingresso di Marco Righi, ingegnere gestionale, che ora si occupa dello sviluppo commerciale. Obiettivo: creare una start up.

Ginkgo, grazie alle proprietà meccaniche del polipropilene, risulta essere un oggetto leggero, robusto e flessibile. L'utilizzo di questo materiale, infatti, garantisce l'elasticità degli elementi (braccetti, pulsante di sblocco, etc.) maggiormente sollecitati e che risultano essere i punti di maggiore debolezza negli ombrelli tradizionali. La razionalizzazione del numero dei componenti, ridotto dell'80%, ha portato a un aumento dell'affidabilità e a una semplificazione delle fasi di produzione e assemblaggio. Il particolare design, inoltre, offre la possibilità di creare combinazioni di colori personalizzabili.

Ginkgo, lo scorso 20 settembre, ha superato la prima selezione internazionale del James Dyson Award, prestigioso premio di design, che si propone di scovare cose belle, ma che funzionino e aiutino la gente nella vita quotidiana.

[Fonte: UfficioStampaFondazionePolitecnicoMilano]

Ginkgo
(Foto: http://www.jamesdysonaward.org / )
Ginkgo
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