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Di Cristian Amadei | 23.11.2012 09:31 CET

RAID. Un attacco preparato nei minimi dettagli, un numero di partecipanti elevato per non rischiare reazioni. La convinzione che il calcio centra poco o nulla, ma che la matrice antisemita del gesto sia l'unico vero movente. Queste le novità emerse nella giornata di ieri riguardo all'assalto al pub "Drunken Ship" di Campo de' Fiori e che ha provocato il ferimento di otto tifosi inglesi, un americano e un ambulante bengalese. Il tifoso del Tottenham accoltellato appare fuori pericolo, un nota positiva in mezzo al marcio emerso in questi giorni che porterà un immenso strascico anche politico, tingendo di nero la reputazione della capitale. L'aggressione è stata accompagnata da cori antisemiti, così come la gara svoltasi all'olimpico ieri e terminata 0-0 tra Lazio e Tottenham Hotspurs.

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ARRESTI. Al momento sono stati arrestati due uomini ritenuti responsabili dell'aggressione. Alle perquisizioni è emerso oltre alla fede calcistica romanista, soprattutto moltissimo materiale da offesa. Aste, spranghe e tirapugni, coltelli e materiale di un militante di estrema destra, in entrambi gli arresti. Il primo, F.I., 26 anni, romano, è un ambulante in via Sannio, il secondo M.P., 25 anni, anche lui romano, lavora in un'impresa edile. Oltre a loro altri quattro romani di fede laziale starebbero chiarendo la loro posizione. Da quanto emerso al momento, ultras di Roma e Lazio sarebbero coinvolti nella vicenda, sembra che il comune denominatore sia la militanza in frange razziste verso l'ebraismo e il tifo calcistico di appartenenza sia solo un caso vista la città di nascita o appartenenza, la probabilità che gli assalitori appartengano a una o all'altra tifoseria è molto alta.

REAZIONI. Il comune di Roma si costituirà parte civile, da Montecitorio la richiesta di trovare rapidamente i colpevoli. L'idea che aleggia però è quella che gli strascichi successivi alla vicenda saranno lunghi e profondi. Dalla comunità ebraica fanno sapere: "Se è possibile aggredire 10 tifosi del Tottenham a Campo de' Fiori, vuol dire che Roma non è meno pericolosa di Tel Aviv". Lo ha detto Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica di Roma. Ancora più grave la reazione inglese dove tutti quotidiani attaccano pesantemente Roma, già soprannominata "la città dei coltelli" per atti che in passato avevano accompagnato le notti prima delle gare europee di calcio. Inoltre il presentimento è quello che ogni qual volta una squadra italiana si recherà a Londra a seguito di una trasferta calcistica contro una qualunque squadra della capitale britannica ci sarà la presenza di scontri. Difficilmente il gesto sarà dimenticato.


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Una volante della polizia in una immagine di archivio
(Foto: Reuters / )
Una volante della polizia in una immagine di archivio
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