L'accordo fiscale dei paesi europei con la Svizzera per cercare di tassare i patrimoni detenuti nel paese elvetico da cittadini europei ma sconosciuti alle autorità fiscali sembra un passo molto arduo per i vari parlamenti e diplomazie.
Reuters/Pascal Lauener
A Swiss National Bank (SNB) logo is pictured on the SNB building.
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Oggi, infatti, il Bundesrat, la camera alta del parlamento tedesco, ha bocciato l'accordo raggiunto dal governo di Angela Merkel con la Svizzera che prevedeva la tassazione alla fonte dei patrimoni tedeschi sconosciuti al fisco tedesco e detenuti nelle banche elvetiche in cambio del mantenimento del segreto bancario.
L'intesa tra Berlino e Berna deve essere ratificata entro il 14 Dicembre. È rimasto, quindi, poco tempo per salvare l'accordo. Attualmente l'unica via d'uscita rimasta è un complesso processo di mediazione tra Bundesrat e Bundestag, la camera bassa che invece aveva dato il via libera all'accordo.
Questa possibilità, tuttavia, sembra essere molto improbabile. Secondo i rappresentanti dei Lander guidati da Verdi e Spd, coloro che al Senato hanno bocciato l'intesa, l'accordo sarebbe troppo benevolo nei confronti degli evasori fiscali.
Per gli stessi motivi, l'accordo potrebbe saltare anche con l'Italia. La Svizzera, infatti, oltre al segreto bancario vorrebbe, in cambio dell'accordo fiscale, una sanatoria per il passato dei capitali italiani depositati nelle banche elvetiche.
Il governo di Roma sembra essere decisamente contrario su questo punto. Lo stesso Mario Monti, infatti, aveva dichiarato che il suo governo non avrebbe mai avallato nessun tipo di condono. Allo stesso modo anche il ministro dell'economia Vittorio Grilli aveva affermato che l'accordo non poteva rappresentare un condono o un'amnistia per nessuno.
Fonti: Reuters, The Huffington Post








