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Di Emiliano Ragoni | 23.11.2012 17:52 CET

WCIT 2012

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A Dubai, dal 3 al 14 dicembre, nel corso della World Conference on International Telecommunications 2012 si deciderà il destino del Web. Nel corso di questa conferenza si affronteranno alcuni dei temi che da mesi agitano l'universo del Web e che hanno per oggetto le regole alla base della grande rete telematica. Alcuni parlamentari europei hanno firmato una mozione per opporsi al trasferimento all'Itu, l'International Communications Union (l'organismo per le telecomunicazioni dell'Onu), dei poteri di controllo di Internet, al momento esercitati dall'Icaan. 

La petizione proposta all'Assemblea della UE, ricalca nella sostanza l'opposizione alle possibili risoluzioni dell'Itu eretta da Google, e chiede agli Stati membri di rifiutare le modifiche ai regolamenti; il fine è quello di evitare che vengano meno la libera circolazione delle informazioni in Rete e le relazioni d'affari, nonché il funzionamento e la gestione di Internet. 

Le proposte che verranno presentate al vaglio del consiglio e del segretario generale dell'Itu, sono ancora top secret. Qualche documento, stando a quanto riporta il sito wcitleaks.org, è stato però svelato in anticipo e fra questi ce n'è uno, datato 13 novembre, che vedrebbe la Russia avanzare la richiesta di maggiore democrazia per il controllo della Rete. Più precisamente: "Gli Stati membri dovrebbero avere gli stessi diritti per gestire Internet, anche in relazione alla ripartizione, assegnazione, numerazione e denominazione degli indirizzi e all'identificazione delle risorse, nonché per il supporto allo sviluppo dell'infrastruttura di base di Internet".

Un altro argomento centrale della Wcit 2012 è quello della ventilata tassazione dei colossi dei contenuti digitali che viaggiano sulle reti mobili come Google, Facebook o Apple. Il tema è oggetto di contenzioso da tempo, con i carrier Telco a batter cassa -Telecom Italia e Deutsche Telekom in Europa-nei confronti dei content provider, al fine di ottenere una parte degli introiti generati dal traffico dati che viaggia sulle loro infrastrutture, riguardanti il download e l'upload di video, apps e altro.

A Dubai si dovrà discutere di quella relativa alla censura dei contenuti online, che alcuni Stati pare vogliano richiedere come diritto. Alcuni esperti ipotizzano il pericolo di una separazione della Rete; ricordiamo che attualmente paesi come la Cina adottano un rigoroso controllo del Web. Per questo Google è scesa in campo con Take action, campagna online il cui intento è quello di sensibilizzare la community Internet mondiale sull'eventuale aggiornamento delle regole che riguardano il Web e in particoalre quelle che interessano i colossi. Lo slogan coniato per l'occasione da Mountain View è il seguente: "Un mondo libero e aperto dipende da un web libero e aperto". 

[Fonte: WCIT 2012 | Via: Sole24Ore]

 

 

 

 

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This article is copyrighted by International Business Times.
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