NBA FOCUS – L’ITALO-AMERICANO

Di Domenico Pezzella | 23.11.2012 19:27 CET
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«Il mio tiro? Ci lavorerò su ogni giorno fino a che non miglioro. E' solo questione di tempo e di allenamento». Ci eravamo lasciati cosi, con queste dichiarazioni di Danilo Gallinari dopo una serie di partite buone ma non buonissime in cui la mano dalla lunga distanza, continuava ad essere il tallone di Achille di un giocatore che invece, aveva imparato bene come mettersi in proprio arrivare fino in fondo con fallo e canestro o con due liberi a disposizione.

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 IL CANTO DEL GALLO - La stessa mano che il 15 novembre scorso aveva fatto storcere il naso a non pochi addetti ai lavori del Colorado nella sconfitta casalinga contro i Miami Heat. Una sconfitta ancora una volta in volata, di uno scarto minimo cosi come a South Beach e dove ancora una volta Gallinari non aveva entusiasmato chiudendo con 5/12 dal campo e 1/4 da tre punti (13 alla fine). Nemmeno un tiro e solo due tentativi due sere dopo in un'altra sconfitta, contro gli Spurs, anche se il bottino finale è stato di due punti in più chiudendo il tutto a quota 15. Poi l'esplosione. Il suono nome è finito sulle prime pagine di tutti i quotidiani del Colorado quando i suoi 26 punti sono stati la scintilla principale per il fuoco appiccato in quel di Memphis in casa di una squadra che fino a quel momento aveva 8-1 di record stagionale. Anche in questo caso la mano dalla distanza non +è stata perfetta, 2/6, ma conta poco dal momento che la vittoria è il miglior deterrente per ogni problema. Si poteva fare meglio? Assolutamente si ed allora nella notte sono arrivati i 19 punti con 1/2 da tre che hanno steso i Minnesota in 35' di gioco. Con le ultime prestazioni la media del Gallo è arrivata a 15 abbondanti con 20 di media nelle ultime tre partite, cosi come in aumento anche i rimbalzi (6,4) e gli assist (2,3). «Contro Memphis ci ha dato quella mano in più che ci serviva» il commento di George Karl che pregustando quello che l'ex Milano sta facendo con una mano semi fredda, non vede l'ora di gustarsi quello che l'azzurro può fare mettendo assieme a tutto questo anche quella mano rovente di inizio carriera per un'esplosione sulla quale lo stesso head coach dei Nuggets ha sempre puntato.

TUTTI I NUMERI DEL 'MAGO' - Dobbiamo migliorare e guardare a noi stessi. Erano state queste le parole con le quali Andrea Bargnani aveva commentato lì'ultimo periodo dei suoi Raptors nell'ultima puntata de l'Italo-Americano. Da quelle parole il rendimento dell'ex Treviso è stato pressoché costante sia in termini di punti che in termini di percentuali dal campo. Anzi nelle ultime due uscite dei canadesi avvenute negli ultimi due giorni, il suo numero di maglia è stato quello maggiormente chiamato in causa da parte di coach Casey, vista la quantità di responsabilità che l'italiano si è dovuto prendere nelle due sconfitte contro Philadelphia e contro Charlotte, si proprio Charlotte. Ed ' proprio contro i Bobcats, che l'azzurro ha fatto registrare la sua migliore prestazione per punti, ma anche per rapporto di percentuali: 25 punti con9/17 dal campo e 3/5 da tre punti. Oltre i venti, però, c'era finito anche la sera prima a Philadelphia quando aveva chiuso a quota 22 con 10/21 e 2/5 ma con anche 7 rimbalzi. Non certo da annali quelle del 17 e 18 dove Toronto ha anche trovato la vittoria in un periodo fatto di 1-3 di record: 15 contro Boston con 5/14 al tiro e 17 nel successo casalingo contro Orlando chiuso con 7/19. La situazione generale di franchigia non è certo confortante cosi come la media punti dell'italiano è una tacca sotto a quella degli ultimi due anni viaggiando a 17,4. Certo siamo ancora ad inizio stagione, ma nel momento del bisogno i giocatori pagati per emergere, devono fare quel passo in avanti ed essere leader e dare qualcosa in più emergendo dalla situazione generale di stallo.

 LO STALLONE ITALIANO - Serviva una scossa, serviva una serie di partite in cui l'ex Fortitudo avrebbe dovuto dare quell'iniezione di fiducia in più nello staff tecnico diretto in cima da coach Thibodeau e che invece non è arrivata. La situazione dell'esterno italiano, infatti, va sempre peggio sia dal punto di vista cestistico che dal punto di vista della fiducia. Nonostante l'arrivo in una grande squadra dove le parole del timoniere e della stella avevano fatto presagire ben altro inizio di stagione, i minuti del p'Beli' continuano a scendere e le posizioni in panchina e quindi nelle rotazioni continuano ad andare verso il fondo. Nelle ultime uscite il suo nome è stato chiamato in campo da Thibodeau con il contagocce preferendogli Jimmy Butler. Solo sei i minuti in campo nella notte Nba contro Houston per il minimo storico di questa stagione. Il tutto è arrivato dalle prestazioni poco convincenti dove nei 19 e 17 minuti rispettivamente contro Portland e Clippers per due sconfitte il suo fatturato non è certo stato da leccarsi i baffi tanto per usare un eufemismo: 1/9 per 5 punti in due partite e 1/5 da tre punti. 

 

 

Danilo Gallinari
( Foto : Reuters / )
L'azzurro dei Denver Nuggets
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte

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