Ennesimo round a Bruxelles. I mercati fremono in attesa di segnali dalla nuova riunione dell'Eurogruppo: in ballo ci sono 31 miliardi di euro di aiuti alla Grecia.
Reuters
Il simbolo dell'euro di fronte al quartier generale della Bce a Francoforte
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L'accordo da trovare tra le parti non è dei più semplici ma sembra che, finalmente, qualche cosa sia cambiata. Aleggia un certo ottimismo nelle piazze di Parigi e Berlino. Moscovici, ministro delle Finanze francese, ha dichiarato che si è "molto vicini ad una soluzione". Fa eco Norbert Barthle, portavoce del partito della cancelliera Merkel: "I ministri delle Finanze raggiungeranno un'intesa".
Cresce, poi, una sana curiosità circa l'origine di questi fondi in ballo: da un lato diventano insistenti le voci riguardanti una pressione da parte di Bce e Fmi sui Paesi creditori della Grecia per la rinuncia alla metà del loro esistente credito, target 2015; dall'altra parte troviamo lo scenario classico, illustrato da Joerg Asmussen, facente parte del board della Bce, che spiega: "Le misure dovrebbero riguardare la riduzione dei tassi sul debito di Atene".
La novità principale, nell'ottica del futuro economico della penisola ellenica, risiede proprio nella nuova, cauta, apertura della stessa Germania al taglio del valore dei crediti; una nuova presa di posizione che sarebbe stata palesata, dicono voci di corridoio, durante un incontro ufficioso tra Fondo monetario internazionale e Bce.








