Tobin tax si, Tobin tax no.
Il dilemma circa l'attuazione della tanto temuta tassa legata al mondo della finanza non sembra destinato ad un veloce epilogo. Ricordiamo come la tassa, appoggiata da Parigi e Berlino, sia stata accettata anche dall'Italia pur non sottovalutando l'allarme lanciato dal Giuseppe Vegas, numero uno della Consob, che palesava un ulteriore indebolimento del mercato italiano con l'attuazione della Tobin tax.
Reuters
trader
Da non perdere
Articoli Correlati
Argomenti correlati
Seguici su Facebook
Più notizie
Facebook, primo anno in borsa: più attenzioni ai ricavi basteranno per evitare il flop?
Oro, domanda in calo e prezzi in caduta libera
Il mercato dell'auto divide l'Europa: crescono Germania e Spagna, crollano Italia e Francia
A suscitare clamore, questa volta, sono le parole che arrivano dal ministero delle Finanze tedesco. Da Berlino, il direttore generale del Fisco Michael Sell ha dichiarato: "Non inserirei niente in bilancio prima del 2016". La data indicata rinvia, dunque, di due anni l'introduzione della tassa, prevista per ora nel 2014.
Il rinvio, ufficialmente, parla di tempi tecnici per concludere i negoziati europei e per implementare un sistema informatico adatto alla Tobin tax. Il lato ufficioso della notizia, invece, vede una Berlino sempre meno convinta dell'attuale formulazione della tassa. La stessa imposta, secondo Sell, potrebbe venire in futuro accettata da Londra per una tassazione su transazioni azionarie ed obbligazionarie, di certo non su quelle legate ai derivati.
Gli interrogativi circa la Tobin tax sono, quindi, tutt'altro che sopiti.








