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Di Arianna Adamo | 26.11.2012 12:41 CET

Mario Monti non esclude una possibile candidatura alle prossime elezioni politiche. Il Presidente del Consiglio, intervistato ieri sera da Fabio Fazio, durante la trasmissione “Che tempo che fa” ha affermato: “Rifletterò su tutte le possibilità, nessuna esclusa sul mio contributo da dare nell'interesse dell'Italia e dell’Europa”. In caso di pareggio elettorale o in caso di sostegno da parte di alcune forze, quindi, Monti si rende disponibile a dare il suo contributo. Il premier non intende rimanere in panchina. 

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Riguardo le dichiarazioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha escluso che Monti possa candidarsi alla carica di Senatore a vita il premier ha dichiarato: “Il problema non è quello di chi guida il governo o di chi presiede la Repubblica italiana ma se si riesce in Italia a far evolvere la cultura dell’economia e della politica in modo diverso da quello che vediamo prevalere. In ogni caso,al presidente Napolitano devo il grande privilegio grazie alla sua fiducia di aver servito il Paese”.

Per Mario Monti un nuovo Governo tecnico sarebbe una vera e propria sconfitta per l’Italia ma non intende tirarsi indietro: “Il mio governo non è stato un governo politico nella composizione, anche perché i partiti hanno declinato il mio invito a partecipare, ma la sua attività è  schiettamente politica. E’ schiettamente politico cercare di separare di più la politica da ciò che non dovrebbe appartenerle, che si tratti di sanità o di Rai. Credo che sia politico spiegare ai cittadini la realtà cruda e la mancanza di soluzioni facili, trattando i cittadini come adulti. Non è tanto importante che ci sia questo o quel presidente del Consiglio, quanto un radicale rinnovamento di chi sta in Parlamento, della cultura del Paese e della mentalità del Paese”.

Il premier ieri ha parlato della situazione politica in cui versa l’Italia, della pesante crisi economica che ha investito il nostro paese e l’Europa intera. “E’ sempre difficile dirlo ma credo che il peggio sia passato” sostiene Monti parlando della crisi in Europa. “Noi europei abbiamo la capacità non solo di non fare passi avanti ma anche di nascondere quelli che facciamo. Noi abbiamo il Parlamento europeo che prende decisioni importanti, ma a stento sappiamo chi sono gli europarlamentari; e gli Inglesi addirittura negano l’esistenza di un Parlamento europeo degno della loro augusta tradizione”.

Il premier ha ribadito l'importanza per l'Italia di restare in Europa. Il fatto che il lavoro sia tassato più dei capitali “è sbagliato”, dice Monti. ”Può un singolo Paese Ue contrastare questa distorsione? No perché l’Ue finora ha dedicato troppo poca attenzione al coordinamento del fisco. Con mercati che si integrano senza coordinamento del fisco i capitali rincorreranno i Paesi dove la fiscalità è minore e il lavoro meno mobile è sempre più gravato. Per questo è sempre più importante stare in Europa”.

Monti ha anche commentato le proteste degli studenti che, nei giorni scorsi, hanno manifestato tutto il loro dissenso per le decisioni prese dal Governo: “Il problema della scuola e dell’università potrà esser risolto solo con gradualità. Si richiede migliore organizzazione di cultura, università, scuola e ricerca; e con il più qualificato rettore italiano al governo, il ministro Profumo, pensiamo di aver lavorato alla soluzione. Ma servono risorse: in passato sono state dilapidate”.

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Mario Monti
(Foto: Reuters / Giampiero Sposito)
Il presidente del Consiglio, Mario Monti.
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