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Di Claudio Forleo | 26.11.2012 14:12 CET

Il 7-8% del Prodotto Interno Lordo del nostro Paese. E' il fatturato dell'economia criminale che opera in Italia. Lo sostiene la Cgia di Mestre in uno studio reso noto lo scorso sabato.

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Solo tre anni fa l'Eurispes sosteneva che la criminalità organizzata italiana incassasse 130 miliardi di euro. Dimostrazione che la crisi economica aiuta le mafie a prosperare. Intanto mentre si discute di rigore, debito pubblico e "agende" di varia natura, nessun aspirante Presidente del Consiglio pronuncia le parole "criminalità organizzata".

"Una montagna di soldi spaventosa che oltre essere creata attraverso una serie di attività illegali spesso viene riversata sul mercato finendo così per inquinarlo e per stravolgerlo" scrivono dalla Cgia in un comunicato.

 "Questi 170 miliardi di fatturato prodotti dalle mafie corrispondono al Pil annuo di una regione come il Lazio - ha dichiarato il segretario dell'associazione degli artigiani, Giuseppe Bortolussi - Oltre alle distorsioni del mercato, agli effetti sociali devastanti e allo svantaggio competitivo che un'area interessata dalla presenza delle organizzazioni criminali è costretta a subire, stimiamo in maniera molto approssimativa che il danno erariale prodotto dall'economia criminale si aggira attorno ai 75 miliardi di euro all'anno. Una cifra imponente che, in questa fase di crisi economica, è destinata purtroppo ad aumentare".

Negli ultimi quattro anni le denunce pervenute all'Uif (Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia) sono triplicate. Nel 2011 sono state 48.344.

 

Mafia spa
(Foto: http://www.flickr.com/photos/r / )
Mafia, fatturato da 170 miliardi di euro l'anno
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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