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Di Agenzia Nova | 27.11.2012 08:38 CET

L'amministrazione del Comune di Lozio, località nella provincia di Brescia, ha deciso oggi di conferire all'ex capo della polizia del Fronte Polisario, Moustafa Salma Ould Sidi Mouloud, la cittadinanza onoraria per le sue battaglie in favore dei diritti umani, ed in particolare dei saharawi che vivono all'interno del campo profughi di Tinduf, nel sud dell'Algeria, senza poter ricongiungersi con i propri familiari presenti nelle regioni meridionali del Marocco. La giunta comunale, riunita stasera, presieduta dal Sindaco Antonio Giorgi ha approvato la delibera per conferire la cittadinanza onoraria all'attivista saharawi il quale due anni fa ha lasciato il Fronte Polisario per sostenere il piano di autonomia del Sahara Occidentale proposto dal Marocco nel 2007. Mustafa Salma sta conducendo una battaglia da mesi davanti alla sede dell'Unhcr di Nouakchott per poter ritornare dalla sua famiglia a Tinduf, dove è stato prima arrestato nel 2010 e poi espulso per alto tradimento da parte del Polisario. L'iniziativa, che si è tenuta oggi nella provincia di Brescia, è stata promossa dall'associazione "Affluenti", diretta da italiani e immigrati nordafricani della zona, appoggiata dalla federazione provinciale del Partito socialista italiano "nell'ambito di una cooperazione con il Partito socialista marocchino", che in una nota si è impegnata a "attivare iniziative analoghe con altri gruppi nazionali nell'ambito dell'incontro tra i popoli favoriti dall'internazionale socialista". E' la prima volta in Italia che un comune assegna la cittadinanza onoraria al militante dissidente saharawi. Soddisfazione è stata espressa dal Sindaco di Lozio, Giorgi, il quale ha affermato che "è importante dare un segnale di solidarietà per chi si batte in difesa dei diritti umani e della libertà di espressione. Quest'uomo è un esempio delle battaglie in difesa di chi sostiene le sue idee ad ogni costo per il bene del suo popolo". Nel corso della riunione di giunta è intervenuta anche il segretario provinciale del Partito socialista italiano di Brescia, Maria Cipriani, la quale ha spiegato che "oltre al conferimento della cittadinanza onoraria, questa è un occasione importante di dialogo e solidarietà perché è stato approvato anche il progetto di gemellaggio con la città di Smara, nel sud del Marocco, che ci permetterà di conoscere un nuovo popolo. Ci auguriamo che altri comuni del nostro paese aderiscano ad iniziative di questo tipo".

Reuters
Un veicolo attraversa il deserto di sale boliviano, presso Uyuni nella provincia di Potosì.

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Moustafà Salma Ould Sidi Mouloud è un ex dirigente del Fronte Polisario che dopo una vita passata nel campo di profughi saharawi di Tinduf, in Algeria, ha deciso di abbandonare il gruppo separatista e appoggiare il piano di autonomia del Sahara proposto dal Marocco. Il 9 agosto del 2010 Mouloud, che era il capo della polizia interna del Polisario, ha tenuto una conferenza stampa a Smara, nel sud del Marocco, in cui ha annunciato la sua decisione di sostenere il progetto di autonomia del Sahara presentato all'Onu dal governo di Rabat nel 2007. Da quel momento per lui è stato impossibile tornare a Tindouf, dove vivono la moglie e i suoi cinque figli. Per giorni ha trovato rifugio in un villaggio nel sud della Mauritania, proprio nel cuore del deserto. Grazie al telefono satellitare si è tenuto in contatto con i suoi amici: "Ho deciso di ritornare a Tindouf nonostante le minacce di morte - ha scritto nei suoi sms - perché è lì che ho trascorso tutta la mia vita e non conosco altri luoghi che quel campo profughi. E anche perché penso che la politica dell'attuale direzione del Polisario sia sbagliata. Non fa gli interessi del popolo sahrawi ma pensa solo a mantenere la propria casta". Qualche giorno dopo, il 21 settembre 2010, Mouloud è stato arrestato mentre si trovava Tismi Mahriz, a 30 chilometri dal confine mauritano, e della sua sorte non si è saputo più nulla per due mesi. Era tenuto in stato di detenzione in una prigione nel deserto algerino con l'accusa di alto tradimento. E' stato poi consegnato il primo dicembre del 2010 dagli uomini del gruppo separatista all'agenzia Unhcr in Mauritania. E' stato consegnato, dopo forti pressioni internazionali, nella zona di Oughanit, lungo il confine tra la Mauritania e il sud dell'Algeria e si trova da allora a Nouakchott. Da alcuni mesi sta conducendo una protesta ad oltranza davanti alla sede dell'agenzia dell'Onu nella capitale mauritana per chiedere di poter ritornare nel campo saharawi di Tinduf per ricongiungersi con la moglie e i figli. (agenzianova.com)

Salar de Uyuni
(Foto: Reuters / )
Un veicolo attraversa il deserto di sale boliviano, presso Uyuni nella provincia di Potosì.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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