I ministri delle Finanze dell'Eurozona ed il Fondo monetario internazionale sono, finalmente, riusciti a trovare una posizione comune sul debito ellenico. Se il fine ultimo era chiaro e condiviso da tutti, ovvero aiutare Atene a riportare il debito pubblico verso valori più sostenibili, l'intesa che mancava riguardava il percorso da seguire per giungere all' "happy ending".
Reuters
File photo of pedestrians walking near the Greek, Spanish and French national flags outside the EU Parliament in Brussels
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Il negoziato di oltre 13 ore ha portato tutti i presenti a concordare sulla necessità di fissare il rapporto del debito pubblico al 124% per il 2020 (contro l'iniziale ipotesi del 120%) per poi scendere, in maniera netta, al 110% entro il 2022. Tramite l'approvazione di alcuni Parlamenti nazionali, in primis quello tedesco, si arriverà finalmente allo sblocco dei 31.5 miliardi di euro di aiuti per Atene (che diverranno 43.7 miliardi con i finanziamenti già previsti entro la fine del 2012). Il pacchetto concordato tira in ballo un taglio di 100 punti base degli interessi sui prestiti bilaterali, una riduzione (10 bps) del costo delle garanzie che la Grecia paga all'Efsf, una moratoria di 10 anni sui tassi dei prestiti concessi sempre dall'Efsf, un'estensione di altri 15 anni riguardo le scadenze dei prestiti e 10 ulteriori anni di slittamento sui pagamenti degli interessi.
La sentenza formale verrà emessa solo il 13 dicembre ma dall'Eurogruppo affermano che "le condizioni per il versamento dei 43.7 miliardi ci sono tutte".
Ovviamente felice il presidente del Consiglio greco Antonis Samaras: "Tutto è andato bene. Tutti i greci insieme hanno lottato per questa decisione e domani comincia un nuovo giorno per tutti noi".
Parla anche Mario Draghi, presidente della Bce: il compromesso trovato "rafforzerà la fiducia nella Grecia e nell'euro". Sulla stessa lunghezza d'onda anche Christine Lagarde, numero uno del Fondo monetario internazionale: "Le misure contribuiscono in modo sostanziale alla sostenibilità del debito greco; aiuteranno a portare il rapporto debito-Pil della Grecia su una traiettoria sostenibile e facilitarne il graduale ritorno sul mercato".
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