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Di Sara Rotondi | 27.11.2012 13:24 CET

Sull'affaire Ilva nessuna tirata d'orecchio da parte di Vendola: Assennato dice la sua: «Non ho mai subito alcuna pressione da parte di Nichi Vendola o di uomini del suo staff». Queste le parole di Giorgio Assennato, direttore generale dell'Arpa Puglia, sulle intercettazioni del 2010 di Girolamo Archinà. Un intervento, quello di Assennato, che smentisce ogni possibile responsabilità da parte del governatore pugliese  Nichi Vendola nell'ambito dell'inchiesta Ilva che ha portato a sette provvedimenti cautelari.

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L'intercettazione risale allo scorso 30 giugno 2010 e vede coinvolti Archinà e Daniela Fumarola, segretaria provinciale della Cisl: «L'avvocato Manna (all'epoca capo di gabinetto di Vendola) e l'assessore Fratoianni sono stati incaricati di frantumare Assennato», racconta l'ex funzionario dell'Ilva.

Mentre nel  2 Luglio del 2010 un'altra telefonata tra l'ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso e uno degli avvocati dell'Ilva che in una nota della Guardia di Finanza, quest' ultimo «riferisce che Archinà ha avuto contatti con il capo di gabinetto di Vendola il quale ha riferito che sono contro Assennato e che cercheranno di farlo fuori».  Ma Assennato, come già fatto in altre circostanze, smaschera le pressioni da parte di Vendola che, appena un anno fa, gli aveva rinnovato il contratto fino al 2016.

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Nichi  Vendola
(Foto: Reuters / Alessandro Garofalo)
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