• Share
  • OkNotizie
  • +3
  • 0

Di Arianna Adamo | 27.11.2012 12:55 CET

Crollano i consumi in Italia. Mai così bassi dai tempi del secondo conflitto mondiale. Sono questi i dati emersi dall'organizzazione internazionale Ocse.

Seguici su Facebook

Secondo l'analisi, il rapporto debito/Pil è destinato a crescere anche nei prossimi due anni e si profilano scenari preoccupanti in tutto il mondo: l'Europa vicina alla recessione nel 2013, gli Stati Uniti in una lenta crescita e le economie emergenti in frenata.

Secondo l'Ocse le misure di austerità varate dal governo Monti "hanno indebolito la domanda interna, e i consumi privati sono scesi al tasso maggiore dalla Seconda Guerra Mondiale". Nei prossimi anni, quindi, la ripresa sarà lenta e la crescita sarà modesta sul breve termine, "con l'area euro in recessione fino al 2013 inoltrato".

L'Italia potrebbe essere, così, costretta nel 2014 a varare una nuova manovra per risanare i propri conti pubblici. Per il 2013 e il 2014, si presuppone che il governo italiano riuscirà a centrare il suo obiettivo di equilibrio strutturale. Tuttavia, dato il debito pubblico stimato al 127% nel 2012, al 129,6% nel 2013 e al 131,4% nel 2014, il nostro paese sarà costretto a prendere provvedimenti.

Secondo le stime l'economia internazionale dovrebbe conoscere una ripresa esitante e diseguale nei prossimi due anni. Delle misure decisive sono indispensabili per evitare l'impasse fiscale negli Stati Uniti e che la persistente instabilità della zona euro faccia ripiombare in una nuova recessione.

Per l'eurozona le stime calcolano un calo del Pil di -0,4% nel 2012 (da -0,1%), -0,1% nel 2013 (da +0,9%) e di un incremento dell'1,3% nel 2014. Gli Usa dovrebbero invece passare dal +2,2% di quest'anno al +2% del prossimo per riprendersi a +2,8% nel 2014. Per la Cina l'attesa di crescita nel 2012 è del 7,5% contro l'8,2% indicato sei mesi fa, dell'8,5% nel 2013 (contro il 9,3), mentre la prima stima per il 2014 punta all'8,9%.

"L'economia globale è ancora lontana dall'essere fuori dal tunnel" ha dichiarato il segretario generale dell'Ocse, Ángel Gurrìa. "Se non fosse evitato il fiscal cliff rischia di spingere un'economia già poco dinamica in recessione mentre la mancanza di risoluzione della crisi nella zona euro potrebbe portare a uno shock finanziario maggiore e una diminuzione dell'attività globale". Gurria ha quindi spronato i governi ad agire con determinazione per riuscire a recuperare la fiducia e stimolare la crescita e l'occupazione negli Stati Uniti, in Europa e in tutto il mondo.

Leggi anche:

Ocse su risanamento Italia: 62 miliardi dalle tasse in più nel periodo 2011-2014

 

Ocse
(Foto: Reuters / Herwig Prammer)
Il segretario generale dell'Ocse, Jose Angel Gurria.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • +3
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci