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Di R.C. | 27.11.2012 16:35 CET

Secondo dati Istat, dal 1960 a oggi sono 4mila le vittime causate da frane ed inondazioni in Italia, oltre 200mila gli sfollati e 45mila i senzatetto. Un fenomeno che ci accompagna da tempo e che ultimamente si sta accentuando. I danni causati dal dissesto idrogeologico nel nostro Paese costa al contribuente più di 3,5 miliardi di euro l'anno, colpa la cementificazione e il disboscamento.

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Secondo il Ministro dell'Ambiente la situazione è disperata e "bisogna prepararsi al peggio". L'unica soluzione è limitare preventivamente i danni spendendo altri 40 miliardi di qui al 2030 in drenaggio e raccolta delle acque. "Da indagini del Ministero dell'Ambiente e più di recente del Cresme, dell'ottobre scorso, emerge che almeno il 10% della superficie italiana, cioè 29.500 chilometri quadrati, e' esposto ad alto rischio di dissesto idrogeologico e il fatto importante è che questa percentuale e' concentrata nell'89% dei Comuni, quindi il rischio è diffuso sul territorio, con particolare evidenza in aree urbanizzate" ha detto il ministro al Senato.

Altro problema sono le coste, l'innalzamento del livello del mare di circa 2 millimetri l'anno porterà entro il 2050 il Mediterraneo ad una crescita di 15-20 centimetri, un problema per un paese circondato dalle acque come il nostro. "Bisogna avviare un lavoro di protezione di tutte le coste" ha detto Clini "una parte di quelle del nord Adriatico sono sotto il livello del mare, da Ravenna a Monfalcone. In queste aree le difese della protezione della costa devono essere aggiornate ai nuovi scenari climatici"

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