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Di Candido Romano | 27.11.2012 19:40 CET

In molti pensano che i risultati che Google fornisce quando cerchiamo qualcosa vengono selezionati interamente da sofisticati algoritmi: grazie ad alcune recenti rivelazioni pare che non sia solo la fredda matematica a valutare la qualità delle pagine web. Un ristretto gruppo di persone che lavorano da casa potrebbe avere infatti molta influenza sull'indicizzazione dei risultati di ricerca. Il processo di selezione e quindi di indicizzazione dei risultati sul search engine più famoso al mondo non sarebbe generato solo dai diversi parametri che Google tiene segreti, ma anche da persone fisiche.

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È quanto emerge da alcuni documenti in possesso del sito The Register: queste 160 pagine rappresentano le linee guida redatte dalla stessa Google per i cosiddetti "valutatori" (raters in inglese), le misteriose persone che giudicano i contenuti delle pagine web e che quindi avrebbero un ruolo molto importante nell'esposizione delle informazioni.

Su internet infatti i risultati delle ricerche vengono indicizzati, cioè messi in una sorta di classifica, dato che la quantità degli stessi è davvero spropositata. Solitamente si scatena una guerra per arrivare in prima posizione, dato che è noto che la stragrande maggioranza dei lettori clicca soprattutto su quella, al massimo sulla seconda. Per questo nasce il SEO, acronimo di search engine optimization, una serie di pratiche volte ad avere una buona indicizzazione sui motori di ricerca.

The Register rivela che i valutatori sono dipendenti di aziende esterne a Google come Leapforce e Lionbridge: potrebbero essere circa 1.500 e lavorano da casa per valutare la qualità delle pagine web. Dai documenti si legge che i valutatori hanno il compito di giudicare i contenuti secondo diversi parametri, tra cui il controverso "qualità", che per molti potrebbe apparire come del tutto soggettivo. Devono poi dare una valutazione sulla rilevanza del contenuto, scegliendo diversi parametri tra "vitale", "utile", "off-topic o inutile", "rilevante", "poco pertinente" o "ingiudicabile".

Sarebbero chiamati anche a dare una valutazione sullo spam: "non è spam", "forse è spam", "contenuto pornografico", "contenuto dannoso". Con questa notizia le più comuni pratiche SEO potrebbero subire uno scossone. I professionisti di questo campo sono abituati a pensare che sono dei freddi algoritmi e parametri a decidere la posizione dei contenuti su Google: anticipare le scelte e il giudizio di un essere umano potrebbe essere decisamente più difficile.

In realtà non si conosce il numero esatto dei valutatori, né quanti siti o pagine sono in grado di giudicare giornalmente o in un anno. Il numero di siti web cresce di giorno in giorno ed è impossibile che Google utilizzi persone fisiche per valutare tutti i contenuti che vengono immessi costantemente sulla rete. Il dato importante è che ora, stando almeno a questi documenti, si è venuti a conoscenza che le valutazioni sulla qualità dei contenuti web non provengono solo dalle macchine ma anche da cuore e testa.

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Google
(Foto: Reuters/Eduardo Munoz / )
Google CEO Larry Page.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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