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Di Sara Rotondi | 27.11.2012 19:46 CET

Di fronte alla protesta Monti corregge il tiro. Immediate le reazioni in merito all'allarme lanciato dal premier Mario Monti secondo cui il "sistema nazionale in Italia sarebbe a rischio" e che in futuro il servizio non potrà più essere garantito. Sull'affermazione si alza il coro di protesta. In primis la Cgil che controbatte alle parole del presidente del Consiglio: "Monti vuole affamare la Sanità per poi svenderla" attaccano Cecilia Taranto, segretaria nazionale Fp-Cgil e Massimo Cozza, segretario Fp-Cgil Medici. "Le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sono gravi - proseguono  i due esponenti del sindacato- anche se non fanno altro che confermare quanto scritto nell'Agenda del suo Governo, fatto da noi denunciato per tempo e inutilmente smentito dal Ministro Balduzzi. Il Presidente del Consiglio non può permettersi certe preoccupazioni sulla sostenibilità del sistema sanitario nazionale dopo averlo ridotto all'osso. Se il Governo ha intenzione di privatizzare, come denunciamo da mesi, lo dica. Noi lo combatteremo".

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Infatti, Mario Monti intervenuto in videoconferenza in occasione della presentazione a Palermo del progetto del nuovo Centro per le biotecnologie e la ricerca biomedica della Fondazione Rimed, partito in quarta ha affermato: "La crisi ha colpito tutti" ha sottolineato il presidente del Consiglio, "Il campo medico non è una eccezione. La sostenibilità futura dei sistemi sanitari nazionali, compreso il nostro di cui andiamo fieri potrebbe non essere garantita se non si individueranno nuove modalità di finanziamento per servizi e prestazioni. La posta in palio è altissima e anche l'innovazione medico scientifica, soprattutto in fase di industrializzazione, deve partecipare attivamente alla sfida, considerando il parametro costo-efficiacia non più residuale, bensì d'importanza critica".

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Sulla stessa linea anche il segretario Pd Pierluigi Bersani che replica: "Io sul tema di tenere un sistema universalistico nella sanità non mollo - ribatte Pierluigi Bersani- Davanti ai problemi come la salute, non ci sono nè povero, nè ricco. Perchè se arriviamo a un punto con due sanità, quella di chi ha di più e quella di chi ha di meno, siamo al disastro sociale, non solo economico". E di fronte alla protesta unanime di sindacato e mondo politico, Mario Monti retrocede e spiega: "Le garanzie di sostenibilità del Servizio sanitario nazionale non vengono meno - precisa una nota dell'ufficio stampa -  Per il futuro è però necessario individuare e rendere operativi modelli innovativi di finanziamento e organizzazione dei servizi e delle prestazioni sanitarie".

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Mario Monti
(Foto: Reuters / )
Non si fanno attendere le dichiarazioni in merito all’allarme lanciato dal premier dell’ “era tecnica” Mario Monti secondo cui il “sistema nazionale in Italia sarebbe a rischio”
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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