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Di Arianna Adamo | 28.11.2012 12:08 CET

Il caso Ilva è ora nelle mani del Governo. Il premier Mario Monti sta preparando un decreto legge che dovrebbe essere presentato domani in Consiglio dei ministri e che dovrebbe risolvere la situazione dell’Ilva. Lo spiega meglio il ministro dell’Ambiente Corrado Clini: “Quello di domani non sarà un incontro interlocutorio. Contiamo di uscire con un provvedimento, un decreto, per l’applicazione dell’Autorizzazione integrata ambientale, unica strada per il risanamento”.

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Secondo il ministro ci sono interessi perché l’Ilva chiuda: "Ci sono interessi politici espliciti di chi anche nei mesi scorsi in campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale di Taranto ha chiesto ripetutamente la chiusura dell'impianto; c'è evidentemente una valutazione della magistratura che sostanzialmente ha chiesto la chiusura; ci sono poi interessi oggettivi, non dico che c'è un grande vecchio dietro, ma interessi oggettivi perché se chiude l'Ilva i concorrenti europei e quelli asiatici fanno gesta". Bisogna aver chiaro, ha proseguito, "qual e' il gioco e nessuno di noi può far finta di non sapere. La protezione della salute e dell'ambiente non si assicurano chiudendo l'impianto".

Il caso Ilva, ormai, è sotto la luce dei riflettori da molto tempo. La data della chiusura del più grande stabilimento siderurgico d’Europa è un argomento che nel 2012 ha alzato un bel polverone. Da anni comitati cittadini e ambientalisti contestano l’impianto dell’Ilva, accusandolo di inquinare l’aria e provocare malattie. Nell’ordinanza con cui ha disposto il sequestro e gli arresti, il gip ha scritto che l’impianto è stato causa e continua a esserlo di “malattia e morte”. Ma la chiusura dello stabilimento non è stata cosa facile e soprattutto non assicura che in futuro non ci siano danni alla salute. Senza contare la perdita di migliaia di posti di lavoro che causerebbe. L'Ilva non deve chiudere, deve solo attenersi alle norme e diventare un'industria tecnologicamente avanzata e sicura. L’attuazione dell’Aia, l’Autorizzazione Integrata Ambientale, grazie al decreto e la riapertura degli stabilimenti, per Monti è indispensabile al fine di evitare la fine della siderurgia italiana. Il governo teme anche un aumento delle tensioni sociali: dopo le proteste del mondo della scuola e gli scontri di piazza, l’eventuale perdita del lavoro per quasi 20mila operai dell’Ilva e del suo indotto è una cosa assolutamente da evitare.

“L'Ilva non ha bisogno di un commissario straordinario” ha proseguito Clini, “Quello che vogliamo fare e' cercare di riportare la gestione di tutta la questione Ilva nell'ambito di quello che prevede la legge: il Governo vuole l'applicazione piena della legge, non dobbiamo inventarci procedure strane per farla applicare". Il decreto del Governo, ha sottolineato Clini, "dovrà ribadire i contenuti dell'Autorizzazione integrata ambientale". E ha spiegato: "L'Aia prevede un programma di interventi che dovrebbe durare poco più di due anni, che comporterà investimenti di circa 3 miliardi di euro da parte dell'azienda e che alla fine consentirà di avere a Taranto un'industria pulita e tecnologicamente avanzata".

“Il Governo ha sempre detto che ambiente, salute e sviluppo devono stare insieme e questo è l’impegno di tutti” sostiene il ministro della Salute, Renato Balduzzi. “Siamo di fronte a una situazione assolutamente nuova, per certi versi inedita, e cercheremo di dare come Governo il nostro apporto”. Anche il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri teme ripercussioni sull'ordine pubblico: “Il rischio c’è, ed è notevole. La situazione è molto preoccupante perché i posti di lavoro messi in discussione sono tantissimi, non solo quelli di Taranto ma anche quelli dell’indotto. Conto molto sul senso di responsabilità di tutti. Abbiamo fiducia nell’incontro di domani a Palazzo Chigi. Teniamo i nervi saldi e speriamo bene perché è una situazione drammatica e per il Paese sarebbe un danno irreparabile”.

Il ministro della Giustizia, Paola Severino, ha commentato: “Quello dell’Ilva è un caso estremamente difficile e complesso, bisogna coniugare diritto al lavoro e diritto alla salute. L’adeguamento alle normative ambientali è assolutamente da fare. La magistratura si è assunta la sua parte che è quella di applicare le leggi e il Governo si è assunto i suoi compiti. Domani speriamo in una soluzione che contemperi i due valori”.

Secondo il ministro Clini ci vorranno circa 3 miliardi di euro per risolvere la questione dell'Ilva. L'Ilva ha presentato al ministero dell'Ambiente il piano degli interventi, poi approvato. "Stiamo lavorando sul provvedimento che consenta la piena attuazione dell'autorizzazione integrata ambientale", ha spiegato Clini, "La riunione di domani servirà per discutere modalità e prospettive per risolvere la crisi di Taranto".

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L'Ilva di Taranto
(Foto: Reuters / )
Una immagine dell'Ilva di Taranto
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