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Di C.F. | 28.11.2012 21:43 CET

Lo scorso agosto il governo italiano venne condannato dalla Corte Europea per i diritti umani in merito alla legge 40 che nel nostro Paese regolamenta la fecondazione assistita. Ora, sul filo di lana (oggi scadevano i 90 giorni previsti), il governo ha presentato ricorso.

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L'Europa ci aveva condannati giudicando il nostro sistema "incoerente", perchè la legge 40 vieta ad una coppia fertile ma "portatrice sana di fibrosi cistica" di accedere alla diagnosi preimpianto degli embrioni, mentre la legge 194 (che regolamenta l'aborto) consente l'interruzione di gravidanza a scopo terapeutico nel caso in cui il feto sia affetto dalla stessa malattia.

Si trattò dell'ennesima sentenza che smontava un altro pezzo della discussa legge sulla fecondazione assistita che dal 2004 ad oggi (è stata solo in parte modificata nel 2008 dal governo Prodi) ha diviso il Paese, alimentando di volta in volta polemiche molto accese, come dimostra la reazione di Filomena Gallo, presidente dell'associazione Luca Coscioni, alla notizia del ricorso presentato dal governo.

"Questo ricorso rappresenta davvero un tentativo disperato di salvare l'insalvabile: ovvero una legge 40 che 19 decisioni italiane ed europee stanno smantellando, perché incostituzionale ed ideologica".

Fecondazione
(Foto: Reuters / )
Diventa uomo ma congela ovaie e ovociti.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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