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Di Alessandro Proietti | 29.11.2012 11:07 CET

BUENOS AIRES - Il nuovo default argentino prende tempo. La surreale situazione che si era venuta a creare in Argentina sembra essere migliorata, seppur in parte.

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Il giudice Griesa e la condanna - Tutto inizia con il giudice federale di New York, Thomas Griesa, che accetta il ricorso dei fondi speculativi Usa contro l'Argentina. La richiesta, avanzata dai detentori dei bonos, pretendeva il rimborso al valore nominale dei bond in default nonostante questi avessero rifiutato le due ristrutturazioni del debito nel 2005 e nel 2010 (dopo il default dichiarato nel 2001).

A sorpresa il giudice federale aveva accettato il ricorso decretando il pagamento di 1.33 miliardi di dollari da parte del Governo di Buenos Aires entro il 15 dicembre. La nefasta data coincideva, poi, con il pagamento in scadenza di altri 3.3 miliardi di dollari.

Il rinvio - E' arrivata, però, la notizia che la Corte d'Appello degli States ha concesso all'Argentina più tempo per difendersi dalla sentenza del giudice Griesa. Congelata la scadenza del 15 dicembre, la prossima data è stata fissata al 27 febbraio. La concessione di più tempo ha subito rasserenato i mercati che rimandano, almeno di qualche tempo, il terribile rischio di un nuovo default argentino.

Argentina
(Foto: Reuters/Enrique Marcarian / )
Repertorio - Argentine President Cristina Fernandez de Kirchner delivers a speech at the Government House in Buenos Aires February 7, 2012.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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